Yellowcard

Yellowcard
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Nazionalità Stati Uniti
Genere pop punk[1]
punk revival[1]
emo[2]
Periodo attività 1997 - in attività
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Etichetta Capitol Records
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Band {{{Band precedenti}}}
Album pubblicati 7
Studio 6
Live 1
Raccolte 0
Sito ufficiale
Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica

Gli Yellowcard sono una band pop punk[1] - emo[2] statunitense proveniente da Jacksonville, in Florida. La loro musica è caratterizzata dall’uso del violino, che li rende unici all’interno del panorama di questo genere.

Indice

[modifica] Storia

Gli Yellowcard si formarono nel 1997 a Jacksonville, in Florida, dopo un incontro alla Douglas Anderson School of the Arts. La band fu inizialmente formata da sei membri: Ben Dobson (voce), Todd Clarry (voce e chitarra), Ben Harper (chitarra), Sean Mackin (violino e voce di fondo), Warren Cooke (basso), e Longineu W. Parsons III (batteria). Il nome del gruppo deriva da un'usanza messa in pratica dai suoi membri durante i party ai tempi del liceo: ogni volta che qualcuno faceva qualcosa di stupido (come far cadere della birra su un tappeto), chiamavano in causa le regole del calcio e gli assegnavano un cartellino giallo (yellow card in inglese), per aver commesso un fallo da party.

[modifica] I primi anni

Gli Yellocard mentre firmano autografi.
Gli Yellocard mentre firmano autografi.

Il primo album del gruppo, Midget tossing, uscì nel 1997, e fu accolto con un discreto successo; sebbene Sean Mackin avesse contribuito con il suo violino alla maggior parte delle tracce, in questa primissima fase egli non venne considerato un membro a tutti gli effetti. Where we stand, il secondo album della band, venne pubblicato nel 1999 e presentò la stessa line-up del precedente lavoro. Questi primi due album presentano uno stile più aggressivo e movimentato rispetto a quello che gli Yellowcard adotteranno in seguito, negli anni della maturità, quando in effetti la formazione del gruppo sarà completamente diversa.

Poco dopo l'uscita del secondo album, il cantante Ben Dobson perse interesse nei confronti della band, e abbandonò il gruppo: fu sostituito da Ryan Key, un ragazzo di Jacksonville che suonava la chitarra elettrica e cantava in una band locale chiamata Craig's Brother. Gli Yellowcard registrarono subito un EP, Still Standing EP (2000), con la nuova voce; immediatamente dopo la pubblicazione di questo nuovo lavoro anche Todd Clarry, uno dei chitarristi, abbandonò il gruppo. L'EP fu inviato ad un produttore dell'etichetta indipendente Lobster Records, che decise di mettere gli Yellowcard sotto contratto: la band si trasferì così in California per la registrazione di un nuovo album.

Frutto di questo viaggio fu, nel 2001, One for the kids, il terzo album del gruppo, seguito da un nuovo EP, The Underdog EP, nel 2002. Entrambi i lavori furono accolti bene dal pubblico, ma nonostante ciò il bassista Warren Cooke lasciò la band a causa di motivi personali. A sostituirlo fu chiamato Peter Mosley, un vecchio amico di Ryan Key ed ex membro degli Inspection 12.

[modifica] Il successo commerciale: Ocean Avenue

Pete Mosely sotto le luci del palco (Aprile 2006).
Pete Mosely sotto le luci del palco (Aprile 2006).

Alla fine del 2002 gli Yellowcard cominciarono a lavorare ad un nuovo album. Durante la registrazione, però, il nuovo bassista Peter Mosley fu costretto a lasciare il gruppo a causa di motivi personali. Fu sostituito da Alex Lewis.

Ocean Avenue, pubblicato nel 2003, fu il primo grande successo degli Yellowcard. Per la prima volta essi furono messi sotto contratto da una major, la Capitol Records. I fan amarono da subito lo stile musicale unico dell'album, dovuto per la maggior parte alle performance di Sean Mackin con il violino. Il primo singolo ad essere estratto dall'album fu Way Away, che, godendo di un discreto successo (toccò la venticinquesima posizione nelle classifiche americane), diede inizio al passaparola che si sarebbe concretizzato di lì a poco in un successo. Il secondo singolo fu Ocean Avenue, la canzone che da il titolo all'album, che balzò subito in testa alle classifiche, riscuotendo un successo inaspettato che fu replicato anche dal terzo estratto, Only One.

In supporto al lancio dell'album partì anche un tour attraverso gli Stati Uniti, che alla fine durò ben diciotto mesi. A metà del tour Peter Mosley tornò improvvisamente dal suo breve ritiro e chiese di essere reintegrato nel gruppo: e così, poiché aveva contribuito alla maggior parte di Ocean Avenue, rioccupò il suo posto, sostituendo Alex Lewis.

Quando il successo dell'album cominciò a scemare, nel 2004, gli Yellowcard decisero di ripubblicare uno dei loro primi lavori, Where we stand. Nel frattempo furono chiamati a collaborare alla colonna sonora del film Spider-man 2, per il quale scrissero il brano Gifts and Curses, e realizzarono alcune cover.

[modifica] Lights and Sounds

Ryan Key.
Ryan Key.

Nel gennaio del 2005 Ryan Key e Peter Mosley cominciarono a scrivere i testi per un nuovo album. Il nuovo lavoro, chiamato Lights and Sounds e pubblicato dalla Capitol Records, alla fine risultò essere una sorta di concept album, quasi interamente basato sui sentimenti negativi dei membri del gruppo verso la città di Los Angeles. Inoltre gli Yellowcard decisero di dare un'impronta più rock al loro stile: fu così messo in secondo piano l'uso del violino, relegato in questo caso al sottofondo, mentre esso era stato uno dei principali artefici del successo di Ocean Avenue.

Il primo singolo estratto fu Lights and Sounds, seguito da Rough Landing, Holly. Malgrado un ottimo esordio (raggiunse subito il quinto posto nelle classifiche di vendita statunitensi), Lights and Sounds non arrivò ai risultati del suo predecessore, e fu considerato un fallimento commerciale.

Immediatamente dopo la registrazione dell'album, Ben Harper, membro del gruppo sin dal 1997, lasciò gli Yellowcard: secondo alcuni il suo abbandono è dovuto ai contrasti avuti con Peter Mosley, ma le cause del divorzio non sono mai state chiarite del tutto. In ogni caso, il posto di chitarrista fu preso da Ryan Mendez, ex membro degli Staring Back.

[modifica] Paper Walls

Il 16 ottobre 2006 la band annunciò dal proprio sito ufficiale l'inizio della lavorazione di un nuovo progetto.Il gruppo fu impegnato nella registrazione dell'album fino a marzo, quando fu reso noto il nome del lavoro, Paper Walls, e furono rilasciati i primi dettagli dell'album.

Paper Walls è stato pubblicato il 17 luglio 2007, ancora una volta sotto etichetta Capitol Records, dove viene reintrodotto l'uso del violino e vengono riprese le melodie e le armonie californiane tipiche di Ocean Avenue. Nonostante il successo americano, in Italia "Paper Walls" non è mai entrato in classifica e non sono mai stati trasmessi i singoli tranne rare volte il primo, Light up the sky, solamente in radio. Tuttavia, il 17 ottobre 2007 il bassista Peter Mosely è nuovamente costretto ad abbandonare la band per inseguire altri obiettivi.[citazione necessaria]

Il 22 gennaio del 2008 è uscito per I-tunes l'album live della band intitolato Live from Las Vegas at the Palm.

[modifica] Componenti

[modifica] Ex componenti

  • Ben Dobson (1997 – 2000) – voce
  • Todd Clarry (1997 – 2001) – chitarra e voce
  • Warren Cooke (1997 – 2002) – basso
  • Alex Lewis (2003 – 2004) – basso
  • Ben Harper (1997 – 2005) – chitarra

[modifica] Discografia

Si è creata una certa confusione attorno alla discografia ufficiale degli Yellowcard: ad esempio, sul sito ufficiale della band, nessun album pubblicato prima di One for the kids figura nella lista dei loro lavori (è assente anche Where we stand, uscito nel 1999 ma ripubblicato nel 2004). Di conseguenza, c’è anche una questione, tuttora aperta, su quale sia il primo album della band.

[modifica] Album

[modifica] Live

[modifica] EP

[modifica] Singoli

  • 2003 - Way Away
  • 2004 - Ocean Avenue
  • 2005 - Only One
  • 2005 - Tossical Ways
  • 2006 - Lights and Sounds
  • 2006 - Rough Landing, Holly
  • 2007Light Up the Sky

[modifica] Altre canzoni non incluse negli album

[modifica] Dvd

[modifica] Note

  1. ^ a b c Scheda sulla band da allmusic.com
  2. ^ a b Scheda sull'album Paper Walls da punkwave.it

[modifica] Collegamenti esterni

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