Vicenza

« Un luogo benedetto dal cielo, uno di quei nidi preparati dalla natura per la nascita dell'arte italiana. »
(Louis Courajod, storico dell'arte francese, fondatore dell'École du Louvre)
Vicenza
Panorama di Vicenza
Vicenza - Bandiera
Vicenza - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Veneto
Provincia: stemma Vicenza
Coordinate: 45°33′0″N 11°33′0″E / 45.55, 11.55Coordinate: 45°33′0″N 11°33′0″E / 45.55, 11.55
Altitudine: 39 m s.l.m.
Superficie: 80,54 km²
Abitanti:
114.525 aprile 2008
Densità: 1421,14 ab./km²
Frazioni: Anconetta, Bertesina, Bertesinella, Campedello, Borgo Casale, Debba, Longara, Maddalene, Ospedaletto, Polegge, San Pietro Intrigogna, Santa Croce Bigolina, Sant'Agostino, Tormeno , Settecà 
Comuni contigui: Altavilla Vicentina, Arcugnano, Bolzano Vicentino, Caldogno, Costabissara, Creazzo, Dueville, Longare, Monteviale, Monticello Conte Otto, Quinto Vicentino, Torri di Quartesolo
CAP: 36100
Pref. telefonico: 0444
Codice ISTAT: 024116
Codice catasto: L840 
Nome abitanti: vicentini 
Santo patrono: Madonna di Monte Berico,
San Vincenzo di Saragozza 
Giorno festivo: 8 settembre (festa della Madonna di Monte Berico) 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Vicenza (in veneto: Vicenzsa o Vicensa)[1] è una città di 114.525 abitanti[2], 214.597 con la cintura urbana, dell'Italia nord orientale, capoluogo dell'omonima provincia (854.477 abitanti) sita nella regione Veneto.

È conosciuta come la città del Palladio - che vi realizzò numerose architetture - ed è un luogo d'arte tra i più importanti non soltanto del Veneto. È infatti meta di turismo culturale con flussi da ogni parte d'Italia ed anche dall'estero. Costituendo una realizzazione artistica eccezionale per i numerosi contributi architettonici di Andrea Palladio, la città è stata inserita, nel 1994, tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, di cui sono parte anche le ville palladiane del Veneto (dal 1996).

La città è anche un importante centro industriale e economico italiano, cuore di una provincia costellata di piccole e medie imprese il cui tessuto produttivo ha registrato nel 2007 il terzo posto in Italia per fatturato nelle esportazioni, trainate soprattutto dal settore metalmeccanico, tessile e orafo: quest'ultimo raggiunge nel capoluogo berico oltre un terzo del totale delle esportazioni di oreficeria[3], facendo di Vicenza la capitale italiana della lavorazione dell'oro.

Indice

[modifica] Geografia

Situata a 39 metri sul livello del mare (altitudine minima 26, massima 183), la città è cinta a sud dai Colli Berici e ad ovest dalle Prealpi. Il nucleo storico della città sorge alla confluenza del fiume Bacchiglione con il suo affluente Retrone, anche se la cinta muraria medievale comprende zone oltre le sponde di entrambi i fiumi. Altro corso d'acqua della città è l'Astichello.

Il territorio comunale comprende non solo il nucleo urbano, che si è notevolmente espanso nel corso del Novecento, ma anche delle zone di campagna in periferia e la zona di Monte Berico, che domina la città dall'alto.

Vicenza confina:

Per quanto riguarda la sismicità, il capoluogo berico è stato classificato come una zona 3 ovvero a sismicità bassa (Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003).[4]

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Vicenza.

Vicenza ha un clima continentale con inverni freddi ed umidi ed estati calde ed afose. Effetti positivi hanno le colline e le montagne che, molto spesso, riescono a bloccare le perturbazioni. La città ricade nella Fascia Climatica E con 2371 gradi giorno,[5]. Per questo motivo l'accensione degli impianti termici è consentita fino ad un massimo di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile. Mediamente la durata del giorno è di dodici ore e sedici minuti, con punta minima a dicembre (otto ore e quarantanove minuti) e massima a giugno (quindici ore e quaranta minuti).

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media[6] (°C) 8 9 13 18 23 28 34 30 26 19 12 7 18
Temperatura minima media[7] (°C) -4 0 3 7 11 15 17 17 14 8 3 -2 8

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Vicenza.

[modifica] Origini ed epoca romana[8]

La città di Vicenza ha origini remote nel tempo. Le testimonianze della presenza dell'antico popolo dei Veneti, successivi agli Euganei, sono conservate nel Museo di Santa Corona e sono riconducibili ad alcuni secoli avanti Cristo: la fondazione della città infatti si situa tra l'XI e il VII secolo a.C. quando gli Euganei ne posero le fondamenta.

In seguito i Veneti si allearono con i Romani e la città divenne municipium romano, denominato Vicetia, sviluppandosi lungo la Via Postumia. In questo periodo Vicetia si arricchì di templi, ville, un grande teatro (il Teatro Berga) ed un acquedotto (Lobia). Vicetia fu organizzata secondo lo schema del castrum. Il decumano massimo, che attraversava la città da Ovest a Est, potrebbe identificarsi con l'attuale Corso Palladio ed era intersecato in corrispondenza alle attuali Contrà Porti e Contrà del Monte.

Nel luogo in cui ora sorgono piazza delle Erbe e Piazza Biade sono stati ritrovati numerosi resti e si presume che lì sorgesse il Foro della città. A sud di esso, lungo via SS. Apostoli, Piazzetta S. Giuseppe e via del Guanto è ben visibile il perimetro di quello che fu il Teatro Berga, e nei sotterranei dei palazzi, si notano gli antichi archi dello stesso, alcuni dei quali accessibili dall'interno di proprietà private.

In piazza Duomo si trova, in ottimo stato di conservazione, il Criptoportico Romano, parte di una "domus patrizia". Sotto alla cattedrale sono conservati e visitabili i resti di antiche abitazioni e strade. A nord di Vicenza in zona Lobbia sono visibili i resti degli archi dell'antico acquedotto. Con il diffondersi del Cristianesimo vennero costruite delle grandi chiese, la Basilica dei SS. Felice e Fortunato, San Giorgio e l'Abbazia di Sant'Agostino.

La città di Vicenza agli inizi del XVII secolo
La città di Vicenza agli inizi del XVII secolo

[modifica] Epoca Medievale[9] e l'alleanza con la Serenissima[10]

In epoca medievale la città subì la dominazione degli Scaligeri. Dal 1404 al 1797, dandosi spontaneamente a Venezia (come fecero altre città venete e lombarde) entrò a far parte della Repubblica Serenissima Veneta con la sua capitale o dominante Venezia. Seguirono quattro secoli di pace e benessere, in cui le arti raggiunsero livelli eccelsi e l'economia prosperò. Il Cinquecento fu il secolo del grande architetto tardo-rinascimentale Andrea Palladio, che lasciò in eredità a Vicenza e al mondo intero un insostituibile patrimonio di architetture. Tra le opere principali la Basilica Palladiana nella centrale Piazza dei Signori, il Teatro Olimpico, Villa Capra detta la Rotonda posta appena fuori dall'abitato. La tradizione palladiana venne continuata da Vincenzo Scamozzi e da altri architetti fino al XVIII secolo.

[modifica] Vicenza diventa "La città del Palladio"[11]

Vicenza, città Bellissima
Panorama della città da Monte Berico

Scrisse di Vicenza Gabriele D'Annunzio:

« Vicenza, Andrea Palladio nelle Terme

e negli Archi di Roma imperiale
apprese la Grandezza. E fosti eguale
della Madre per lui tu figlia inerme!


Bartolomeo Montagna il viril germe
d'Andrea Mantegna in te fece vitale.
La romana virtù si spazia e sale
per le linee tue semplici e ferme.


Veggo, di là dalle tue mute sorti,
per i palladiani colonnati
passare il grande spirito dell'Urbe


e, nel Teatro Olimpico, in coorti
i vasti versi astati e clipeati
del Tragedo cozzar contra le turbe.


Vicenza la Bella, la mia divina, la mia città diletta  »

Nel 1537 Giangiorgio Trissino, noto intellettuale e letterato vicentino che amava lo studio dell'antichità volle progettare la propria villa, e per questo assunse una squadra di lavoranti e scalpellini dediti agli elementi decorativi. Tra di essi ne notò uno in particolare, certo Andrea di Pietro della Gondola, nato a Padova nel 1508 e, come parse subito evidente, dotato di un notevole talento. Trissino lo prese subito sotto la sua ala protettrice, dandogli il soprannome classico di "Palladio" e portandolo con sé in numerosi viaggi, incontri e convegni che lo resero ben presto uomo di mondo e profondo conoscitore delle arti e della cultura. iniziò così la fulgida carriera del grande architetto che ha legato il proprio nome a quello di Vicenza in maniera così chiara e indelebile. Qui preme solo ricordarne l'importanza anche storica, che diede a Vicenza lo slancio socio-culturale per divenire polo di attrazione non solo in Italia, ma in tutta Europa, come testimoniano le visite in città di grandi studiosi e viaggiatori da varie nazioni, in particolare dall'Inghilterra, dove il palladianesimo ebbe grande fortuna e numerosi fautori.

[modifica] Dall'Ottocento[12] alla seconda guerra mondiale[13]

Nell'Ottocento, dopo la caduta di Napoleone, la città passò all'Impero Austro-Ungarico e successivamente fece parte del Regno Lombardo-Veneto, per unirsi nel 1866 al Regno d'Italia. Se durante la prima guerra mondiale si combatté in gran parte nella provincia[14], la seconda guerra mondiale colpì anche la città, che fu gravemente danneggiata. Gli anni 1944 - 1945, sono quelli che, anche a Vicenza, vengono contraddistinti dai bombardamenti alleati. I primo tra più gravi è quello del 2 aprile 1944 quando vengono distrutti l'auditorium "Canneti" e i due teatri della città: il "Verdi" (costruito nel 1869) e l'"Eretenio" (eretto nel 1784). Il solo 18 novembre 1944 si contano 1000 morti causati dalle bombe "a spillo" che colpiscono una delle zone più popolose della città, il quartiere di San Bortolo. Il 18 marzo 1945 viene colpita la Basilica Palladiana, la cui cupola a carena rovesciata collassa. Alla fine della guerra si conteranno 150 milioni di euro di danni (attualizzati) e 2000 morti.[15]

[modifica] Dagli anni cinquanta ai giorni nostri[16]

A partire dagli anni cinquanta un forte sviluppo economico ed industriale ne ha fatto una delle città più prospere d'Italia. Fu infatti a partire dal dopoguerra, grazie ad una preziosa sinergia di laboriosità, imprenditorialità e spirito innovativo, che Vicenza, assieme a tutta la sua vasta e operosa provincia, si rese protagonista di un notevole sviluppo economico, portandosi in breve tempo ai massimi livelli nazionali quanto a produzione di ricchezza e benessere. Il cosiddetto "miracolo italiano" che caratterizzò le cronache a cavallo degli anni cinquanta e anni sessanta, si tradusse ben presto nel fenomeno che oggi è anche definito "il modello vicentino". Questo importante processo di sviluppo economico, capace da solo di fare da traino a interi settori dell'economia nazionale, ha portato ad una inversione di tendenza rispetto al passato.

Quella che un tempo fu terra di emigrazione, di povera gente che lasciava la propria casa con la valigia di cartone legata con lo spago alla ricerca di fortuna e di lavoro, ora vede invece l'immigrazione di migliaia di persone provenienti da molti Paesi del mondo, e dalle stesse regioni meridionali italiane, alla ricerca di un lavoro stabile e remunerativo. Segno tangibile dei tempi che sono cambiati, oggi Vicenza accoglie le migliaia di immigrati di ogni etnia e nazionalità, forte della sua enorme capacità industriale e produttiva, e offre loro non solo un lavoro, ma anche un alloggio e una nuova possibilità di vita.

Fenomeno recentissimo, e paradossale, è poi quello che vede la difficoltà degli stessi imprenditori di alcuni comparti nel reperire la forza lavoro necessaria alla realizzazione dei manufatti, segno indiscutibile di un'economia quanto mai vivace e produttiva. Oggi Vicenza, pur consapevole di un passato vissuto per lunghi tratti quasi in sordina, può definirsi città ricca e aperta, tra i protagonisti della vita economica e sociale italiana.

[modifica] Toponimo, stemma e onoreficenze

[modifica] Toponimo

Pare che il primo nome dato dai Veneti alla città sia stato Berga, nome ricordato anche nel primo teatro romano costruito in città che si chiamava appunto Teatro Berga. Certa è, invece, la denominazione assunta in epoca romana: Vicetia o Vincentia o ancora Vicentia. Nel Secolo XI si arriva a Vicencia fino all'odierna Vicenza. L'origine del nome può essere fatta risalire al latino vincens (vincente) o al greco Oniketia (terra dei Veneti).

[modifica] Stemma e bandiera

« Di rosso alla croce d'argento[17] »
(Descrizione araldica dello stemma del comune di Vicenza)

Lo stemma del Comune di Vicenza è costutuito da uno scudo rosso, a cui è sovrapposta una croce argento o bianca (nello stemma attuale la croce è argento ma nella bandiera comunale è bianca). Lo scudo è sovrastato dalla corona patriziale veneta. Le due medaglie oro, insignite alla città nel 1866 e nel 1995, sono appese al nastro azzurro al decusso dei rami di quercia e d'alloro, posti sotto lo scudo.

La città non possiede il gonfalone ma la Bandiera Nazionale con, al centro, il simbolo della città. Vicenza è l'unica città italiana a detenere la Bandiera Nazionale decorata delle due Medaglie d'Oro al Valor Militare[17].

[modifica] Onorificenze conferite alla città

La città è stata onorata, di due medaglie d'oro al Valor Militare, il 19 ottobre 1866 dal Re Vittorio Emanuele II e l'11 marzo 1995 dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[18]. Inoltre, Vicenza è stata insignita della Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte il 2 giugno 1969 dall'allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat[19].

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al valor militare

«Per la strenua difesa fatta dai cittadini contro l'irruente nemico nel maggio e giugno 1848[17]»
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al valor militare

«Già insignita della massima onorificenza al valore militare per la strenua difesa opposta agli austriaci nel maggio-giugno 1848, la città non smentì mai, nel corso di due guerre mondiali, le sue elevate virtù patriottiche, militari e civili. Nel periodo della lotta di liberazione occupate dalle truppe tedesche, costituì subito, fra le sue mura, il comitato di resistenza della Regione Veneta che irradiò poi, in tutta la Provincia ed oltre, quella trama di intese e di cospirazioni che furono necessarie premesse di successive e brillanti operazioni militari. Le sue case, i sui colli, le sue valli servirono allora da rifugio ai suoi figli migliori che, da uomini liberi, operarono per la riscossa e che, braccati e decimati da feroci rappresaglie, sempre tornarono ad aggredire il nemico, arrecando ingenti danni alle sue essenziali vie di comunicazioni ed alla sua organizzazione, logistica e di comando. I primi nuclei partigiani e dei G.A.P., operanti in città, e, inseguito, le numerose Brigate delle Divisioni "Vicenza", "Gerami" e "Ortigara", gareggiando in audacia e valore, pagando un largo tributo di sangue alla causa delle Liberazione, mentre gran parte della popolazione subiva minacce, deportazione, torture e morte e centinaia di altri suoi cittadini in divisa combattevano all'estero, per la liberazione di altri paesi d'Europa. Benché devastata dai bombardamenti aerei, che causarono oltre 2000 vittime e che d'altrettante straziarono le carni, mutilata nei suoi insigni monumenti, offesa nei suoi sentimenti più nobili, la città mai si arrese al terrore tedesco, ma tenne sempre alta la fiaccola della fede nel destino di una Patria finalmente redenta.»
Medaglia ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte

[modifica] Onorificenze conferite dalla città

La Palladio d'oro è un premio onorifico che viene consegnato a personaggi che si sono particolarmente contraddistinti nei rispettivi campi professionali con lo scopo di legarli alla città (qualora non siano vicentini) o di renderli ambasciatori di Vicenza nel mondo.

[modifica] Evoluzione demografica

Provenienza della popolazione straniera residente[20] (2007)[21]
ex Serbia e Montenegro 2937
Paesi dell'Unione Europea 2655
Albania 877
Bosnia Erzegovina 856
Bangladesh 854
Marocco 835
Moldavia 724
Pakistan 687
Ghana 673
Filippine 534
Sri Lanka 478
Cina 457

Abitanti censiti


Il 48,1% della popolazione è nata nel comune di Vicenza. Tra i residenti non nati nel comune troviamo il 17,6% nato in uno dei comuni della provincia, il 7,3% nati in un'altra provincia della regione Veneto, il 12,7% proveneinti da altre regioni italiane e il 14,3% provenienti dall'estero. L'età media della popolazione è di 43,7 anni (41,4 per i maschi e 45,8 per le femmine).

[modifica] Variazioni

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1987 distacco di territori aggregati ai comuni di Caldogno e Torri di Quartesolo e aggregazione di territori staccati dai comuni di Caldogno e Torri di Quartesolo (zone disabitate).[22]

[modifica] Cultura

[modifica] Principali monumenti

Per approfondire, vedi la voce Monumenti di Vicenza.
Bene protetto dall'UNESCO
Patrimonio dell'umanità
Città di Vicenza e le Ville Palladiane del Veneto
City of Vicenza and the Palladian Villas of the Veneto
Tipologia Culturali
Criterio (i) (ii)
Pericolo nessuna indicazione
Anno [[1994 (la città di Vicenza), 1996 (estensione alle Ville Palladiane del Veneto)]]
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell'umanità in Italia

La Basilica Palladiana, riedificata a partire dal 1549 dal Palladio è il più celebre edificio pubblico. Affacciato su Piazza dei Signori, costituiva già nel medioevo il fulcro di attività non solo politiche (consiglio cittadino, tribunale) ma anche economiche [23]. All'edificio originario, realizzato in forme gotiche, Palladio aggiunse le sue logge classicheggianti in pietra bianca, risolvendo i difficili problemi statici e adottando, grazie all'uso della serliana, un ingegnoso stratagemma per nascondere le differenti distanze tra i pilastri ereditate dai precedenti cantieri. L'ambiziosa copertura a carena di nave rovesciata, ricoperta da lastre di rame, in parte sollevata da grandi archivolti, risalente a metà Quattrocento, fu distrutta durante un bombardamento nella seconda guerra mondiale e ricostruita; è ora oggetto di un sofisticato restauro iniziato nel 2007 la cui conclusione è prevista per la primavera del 2009.

A fianco della Basilica svetta la Torre Bissara.

Palazzo Chiericati
Palazzo Chiericati

Palazzo Chiericati, oggi pinacoteca civica, fu costruito tra il 1550 e il 1680 sempre da Palladio come residenza privata nobiliare. Il grande palazzo è costituito da un corpo centrale con due ali simmetriche leggermente arretrate, dotate di grandi logge al livello del piano nobile. L'armonica facciata è strutturata in due ordini sovrapposti, soluzione fino ad allora mai utilizzata per una residenza privata di città, con un coronamento di statue. Ubicata laddove un tempo confluivano il Bacchiglione e il Retrone, l'architetto la rialzò per evitare esondazioni.

Il vicino teatro Olimpico, iniziato nel 1580 quale ultimo progetto di Palladio e finito dall'allievo Vincenzo Scamozzi, è generalmente ritenuto il primo esempio di teatro stabile coperto dell'epoca moderna. Fu ultimato postumo limitatamente alla cavea completa di loggia e al proscenio. Scamozzi disegnò le scene lignee, di grande effetto per il loro illusionismo prospettico e la cura del dettaglio, che si possono tuttora ammirare. Fu inaugurato il 3 marzo 1585 con la rappresentazione dell'Edipo re di Sofocle ed è tuttora utilizzato.

Casa Pigafetta
Casa Pigafetta

Casa Pigafetta, edificata nel 1440, fu dimora di Antonio Pigafetta, che la rielaborò nel 1481 fino ad assumere le sembianze attuali. È un raro esempio di gotico fiorito, con singolari partiture decorative incentrate sul motivo a torciglione. Le porte laterali sono trilobate, in arabesco. Il portale rinascimentale è affiancato da un motto che allude allo stemma di famiglia.

Nei pressi il fiume Retrone è scavalcato dal caratteristico Ponte San Michele, del 1623, da cui si gode la vista di una parte del Centro Storico della città.

La Rotonda
La Rotonda

Villa Capra detta la Rotonda, costruita da Palladio a partire dal 1566 circa a ridosso della città, è una innovativa villa suburbana originariamente intesa per funzioni di rappresentanza, ma anche come tranquillo rifugio di meditazione e studio. È uno dei primissimi esempi dell'applicazione di una pianta centrale ad un edificio privato. Consiste di un edificio quadrato, completamente simmetrico ed inscrivibile in un cerchio perfetto. Ognuna delle quattro facciate identiche è dotata di un avancorpo con loggia da cui si accede alla sala centrale, sormontata da una cupola (conclusa da Scamozzi). Anche nell'apparato decorativo sono inseriti elementi formali destinati a suggerire un senso di sacralità. Sita sopra la cima tondeggiante di un piccolo colle accanto a Monte Berico, la sua pianta fu ruotata di 45 gradi rispetto ai punti cardinali per consentire ad ogni stanza un'analoga esposizione solare.

Villa Valmarana ai Nani
Villa Valmarana ai Nani

Villa Valmarana "Ai Nani", anch'essa opera del Palladio è situata alle pendici di Monte Berico. Proprietà della famiglia nobiliare dei Valmarana, è ancor oggi in parte abitata dalla famiglia. È caratterizzata da sculture in pietra rappresentanti dei nani, un tempo sparsi nel parco, oggi allineati sul muro di cinta (da cui il nomignolo con cui è conosciuta). La villa si trova a poca distanza dalla Villa Capra detta la Rotonda. Il viale di accesso alla villa si dirama infatti dalla strada per la Rotonda, distante poche centinaia di metri.

Palazzo Leoni Montanari, del 1678 e completato nella prima metà del Settecento, è un edificio barocco eretto laddove i Leoni Montanari già possedevano i propri stabili, accogliendo sale per la filatura della seta, decorato con affreschi da Paolo Pagani con episodi della mitologia greco-romana. Nel XVIII secolo subì una rivisitazione in stile neoclassico. Ospita attualmente un museo privato (di proprietà di Banca Intesa) in cui sono esposti alcuni capolavori della pittura veneta e una collezione di icone russe.

Loggia del Capitanio
Loggia del Capitanio

La Loggia del Capitanio è un palazzo di Andrea Palladio che si affaccia sulla centrale Piazza dei Signori, di fronte alla Basilica Palladiana. Fu decorato da Lorenzo Rubini. Il palazzo fu progettato nel 1565 e costruito dal 1571 al 1572 come residenza per il rappresentante della Repubblica di Venezia in città. Oggi è sede del consiglio comunale. Da marzo 2008 anche la Loggia sta subendo un intervento di restauro, ormai concluso.

La Basilica dei Santissimi Felice e Fortunato, eretta nel X secolo, è una basilica paleocristiana inizialmente rettangolare, poi raddoppiata e divisa in tre navate. I benedettini, a seguito delle invasioni ungare, edificarono un nuovo battistero e l'abside semicircolare, aggiungendo il campanile e il rosone, nonché una sequenza di archetti ciechi e una croce bizantina in facciata. Fu ricostruito un secolo dopo la distruzione, per volere del vescovo Rodolfo e con il contributo dell'imperatore Ottone II.

Il santuario della Madonna di Monte Berico, realizzato in due tempi, prima nel 1428, poi concluso nel 1703 da Carlo Borella, è costituito da due chiese risalenti a due epoche diverse: la prima di stile gotico, la seconda una basilica in stile classico e barocco. All'interno è visibile il dipinto La cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese. Il campanile, del 1826, fu disegnato da Antonio Piovene. La costruzione commemora le due apparizioni della Madonna ad una pia donna vicentina, Vincenza Pasini, che abitava in un paesello della provincia, e la liberazione della città da una terribile pestilenza.

L'oratorio di San Nicola da Tolentino, finito nel 1678 su commissione dell'omonima confraternita, è una cappella che ospita un ciclo di tele incentrate sulla vita del Santo, tra i massimi vertici del misurato barocco vicentino.

[modifica] Musei

Diversi sono i musei presenti in città sia di proprietà comunale che privata.

[modifica] Teatri principali

Vicenza è una città con una lunga tradizione che la lega al teatro. Essa, fino alla seconda guerra mondiale, aveva parecchie strutture, tra cui le più importanti erano: il Teatro Verdi, il Teatro Eretenio e il Teatro Olimpico. I primi due vennero distrutti dai bombardamenti alleati, mentre il Teatro Olimpico è rimasto e rimane tutt'oggi uno dei principali teatri della città. Di recente è stato inaugurato il nuovo teatro comunale di Vicenza che è andato al colmare la mancanza di una grande struttura lasciata dalla guerra. I principali teatri di Vicenza sono:

  • Il Teatro Olimpico, progettato da Andrea Palladio. Famoso soprattutto per la sua somiglianza con i teatri dell'antica Grecia, è stato il primo teatro coperto del rinascimento. L'Olimpico è sede soprattutto di spettacoli classici. Si trova in Piazza Matteotti, vicino a Palazzo Chiericati, sede della Pinacoteca Civca.
  • Il Teatro comunale Città di Vicenza, una moderna struttura collocata in viale Mazzini progettata da Gino Valle, la cui inaugurazione è avvenuta il 10 dicembre 2007. Il teatro è dedito soprattutto alla lirica, alla prosa, alla musica ed al balletto.
  • Il Teatro Astra, situato vicino al quartiere Barche, è sede soprattutto degli spettacoli fatti dalla compagnia teatrale "La Piccionaia - I Carrara"
  • Il Teatro San Marco situato, in centro storico, è sede di spettacoli fatti soprattutto da piccole compagnie teatrali per le quali viene organizzato anche un apposito concorso chiamato La Maschera d'Oro.
  • L'auditorium Canneti, situato dietro il Teatro Olimpico, è sede di molti concerti.

[modifica] Aree verdi in città

Oltre ai classici parchetti di quartiere in città esistono numerose aree verdi, alcune storiche (Campo Marzo e Giardini Salvi) altre di recente istituzione (Parco del Retrone, Parco Fornaci). Tutti i parchi, le aiuole e le piante di Vicenza sono curate dall' AMCPS (Azienda Municipale Conservazione Patrimonio e Servizi). I parchi più importanti della città sono:

  • Campo Marzo: è la più grande area verde della città, la più antica ad essere di proprietà comunale ed una delle poche ad essere priva di limitazione degli orari d'accesso (il parco è privo di recinzioni). Sorge alle pendici di Monte Berico, a ridosso della stazione ferroviaria. Diviso in due settori da viale Roma, questo parco presenta, nella parte ovest, una serie di vialetti che cingono alcune statue (una ad Antonio Pigafetta, una ad Antonio Fogazzaro) e il grande parco giochi di via dell'Ippodromo, e dalla parte est il caratteristico viale Dalmazia (completamente riqualificato in anni recenti) dove, a settembre, vengono collocate le giostre per la festa della Santa Patrona.
  • Giardini Salvi: questo piccolo giardino (aperto dal 1909) adiacente alle mura di piazza Castello, in pieno centro, presenta una ricca vegetazione, un andamento sinuoso dei suoi viali, che si snodano tra fontane e statue, costeggiando la roggia Seriola. Importanti sono la presenza della loggia Longhena e loggia Valmarana, entrambe in stile palladiano. Da alcuni anni, nei Giardini, si tengono i mercatini natalizi. Fino a dicembre 2008, l'area resterà chiusa per interventi di riqualificazione.
  • Parco Querini: altro grande polmone verde del capoluogo (120.000 mq), situato tra il centro storico e l'ospedale San Bortolo, è caratterizzato da vasti prati, da un esteso boschetto e da un suggestivo viale alberato (fiancheggiato da statue di stile classico), che porta ad un tempietto monoptero adagiato su un' isoletta, in mezzo ad uno stagno. Divenuto di proprietà comunale nel 1971, oggi è il parco per eccellenza dove fare jogging, vista anche la presenza di un percorso vita.
  • Parco del Retrone: si tratta di un parco che si estende lungo il fiume Retrone, nel quartiere dei Ferrovieri, terzo parco per estensione (40.000 mq). Ricco di giovani alberi (il parco è stato creato una decina di anni fa), cespugli fioriti e spazi per lo sport (pallavolo, calcio e canoa), è gestito dalla Legambiente, che annualmente vi organizza Festambiente.
  • Parco di Villa Guiccioli: il parco si trova nei pressi del Museo del Risorgimento e della Resistenza ed occupa la sommità del colle Ambellicopoli con un’estensione di circa quattro ettari. È ricco di piante appartenenti sia alla flora locale che a specie esotiche tra cui la Zelcova, censita tra gli alberi monumentali della provincia di Vicenza.
  • Oasi naturalistica di Borgo Casale oasi creata nel 1998 nell' omonima frazione a sud del capoluogo, è costituita da circa 30 ettari di invasi acquitrinosi utilizzati (fino ad alcuni decenni fa) per lo sfruttamento dei sedimenti argillosi. Terminata l'attività di escavazione, l'area si è popolata di animali e piante tipiche delle zone ricche d'acqua. Oggi l’Oasi (gestita e protetta dal WWF) si presenta come una delle poche "zone umide" naturali della pianura vicentina.
  • Parco Fornaci: ultimo parco ad essere stato creato in città (l'inaugurazione è avvenuta nell'estate del 2007), presenta un'estensione di 35.000 mq e si colloca nella zona di viale Crispi, in un' area che ha richiesto un intervento di bonifica ambientale dopo la demolizione delle vecchie Fornaci Lampertico. Il parco è dotato di un centinaio di piante, di un laghetto, tre fontane con giochi d'acqua, strutture ricreative come un campo da bocce, un percorso vita ed una futura pista da skate-board che dovrebbe essere realizzata a breve.

[modifica] Biblioteche

  • La più importante biblioteca della città è la Biblioteca Civica Bertoliana [30], attiva dal 1708 che dispone (nella sola sede principale di Palazzo San Giacomo) di 417.052 volumi e che è presente nella città attraverso il Sistema Bibliotecario Urbano nelle sedi di Palazzo Costantini, Riviera Berica, Villa Tacchi, Anconetta, Laghetto, Villaggio del Sole e Ferrovieri.
  • Altra biblioteca storica è la Biblioteca Internazionale La Vigna [31] (facente parte del Centro di Cultura e Civiltà Contadina) che dispone di 42.000 volumi incentrati principalmente nel settore di studi sull’agricoltura e sulla cultura e civiltà del mondo contadino. ha sede nel palazzo Brusarosco Zaccaria, edificio ottocentesco in parte (la Casa Gallo) restaurato da Carlo Scarpa.

[modifica] Quotidiani

Altri due giornali distribuiti gratuitamente sono l'edizione vicentina del Città e il Metro.

[modifica] Radio e televisione

Le principali radio vicentine sono:

  • Radio Vicenza
  • Radio Stella FM

Le emittenti televisive locali o che realizzano telegiornali per il capoluogo sono:

[modifica] Istruzione

La città presenta la più alta densità scolastica di tutto il Veneto e una delle più alte d'Italia[34], soprattutto sotto il profilo delle scuole medie superiori (per confronto, la Regione istituisce ben dodici borse di studio per la mobilità europea nella sola provincia di Vicenza, più di ogni altra provincia veneta).

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