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Titolatura reale dell'antico EgittoLa Titolatura reale era l'insieme dei nomi e degli epiteti con cui nell'antico Egitto ci si riferiva al sovrano, l'insieme di tali termini era definita grandi nomi.
rn wr - grandi nomi
[modifica] IntroduzioneIl termine faraone, forma italianizzata del greco pharao, che nell'uso comune indica i sovrani dell'antico Egitto, si incontra, per la prima volta, solo durante il regno di Thutmose III (XVIII dinastia), 1400 a.C. circa.
ovvero "Grande Casa", termine che indicava "la Residenza", il palazzo ove risiedeva il sovrano e che era anche la sede del potere reale comprendendo anche gli archivi ed i ministeri. I termini egizi per indicare il sovrano, al di fuori della titolatura ufficiale, sono vari e variarono durante le varie fasi storiche.
ntr - nečer
ntr nfr - nečer nefer
ḥq3 - heka "signore, governante", usato anche per indicare sovranità minori Il termine per-aa, inizialmente usato solo come epiteto di rispetto, entra nella titolatura ufficiale solo a partire dalla XXV dinastia anche se non viene inserito nei grandi nomi. Il sovrano era considerato l'incarnazione del dio-falco Horo e disponeva, dalla V dinastia, di una titolatura regale costituita da cinque nomi, detti Grandi Nomi di cui due si richiamavano, appunto, a tale divinità:
[modifica] Nome Horo
Stele di Djer
La parte più antica della titolatura è il Nome Horo o Nome Bandiera, talvolta anche detto Nome Ka. Il nome Horo non era il nome di nascita del sovrano ma un nome prescelto all'atto dell'assunzione del trono. [modifica] Nome NebtyIl Nome Nebty o "Le Due Signore": legato alle divinità patrone dell'Alto e del Basso Egitto è indicato da due simboli "neb"
nb - signore, dominatore
collegato alla dea Nekhbet, venerata a el-Kab e Hierakompolis nell'Alto Egitto (corona bianca),
collegato alla dea Uto (o Uadjet), venerata a Buto nel Basso Egitto (corona rossa).
nb ty. [modifica] Nome Horo d'oroIn questa parte della titolatura compare il falco
bk - bik simboleggiante Horo, sopra il segno che normalmente viene interpretato come oro.
nbw - nebu
Nel testo greco della Stele di Rosetta viene tradotto con vincitore sul (suo) nemico. Potrebbe quindi identificare Horo vincitore su Seth anche se la contrapposizione netta tra i due dei diviene rilevante appunto in epoca ellenistica e quando il titolo entra nell'uso Seth è ancora una delle divinità tutelari della regalità [modifica] PrenomenGli ultimi due nomi costituivano il vero e proprio nome del re ed erano iscritti in due cartigli ("shenu"). Il "Nesut-Bity" o prenomen, scelto all'atto dell'incoronazione e caratterizzato da un cartiglio sovrastato, o preceduto, da un giunco ed un'ape quali simboli, rispettivamente, dell'Alto e del Basso Egitto (il titolo significa letteralmente "Colui (che regna) sul giunco e sull'ape" traducibile come "re di tutto l'Egitto").
(jn) swt "(quello del) giunco"
bjt "(e dell') ape"
nswbjt - Nesu bity (la pronuncia effettiva è ovviamente congetturale. Mentre pare certa la presenza di un elemento iniziale n, pur non marcato nella scrittura, non si sa se il morfema di femminile t fosse mantenuto nella pronuncia dei due nomi "giunco" e "ape". Trascrizioni cuneiformi da Boghazköy rendono il nome con insibya). Il prenomen vero proprio era quindi, la parte della titolatura che seguiva il titolo. I primi esempi di uso compaiono sotto Den ma diviene comune solo con la fine della II dinastia. A partire dal Primo periodo intermedio tende a sostituire il nome di Horo nell'identificazione del sovrano. A titolo di esempio il prenomen di Ramesse II
nsw t bit wsr m3ˁt rˁ stp n rˁ - Nesut bity Usermaatra Setepenra - [modifica] Nomen (Nome personale)Il nomen (nome di nascita diremmo noi oggi) è quello con cui il re era conosciuto nell'ambiente familiare ed era talvolta preceduto da titoli onorifici come "meri Amon" ("amato da Amon") o "Neter heka uaset" ("Potente Sovrano della Città" ovvero Tebe).
s3 rˁ - sa Ra Questa parte della titolatura compare, in aggiunta al nome del sovrano, a partire dalla IV dinastia. A titolo di esempio il nomem di Ramesse II
s3 rˁ rˁ msi sw mri imn - Sa Ra meri Amon Ramesisu - [modifica] Un esempio
Stele di Nebmaat con titolatura completa
A fianco il disegno di una stele di Nebmaat (IV dinastia che mostra all'interno del serekh tutta la titolatura (non è presente l'epiteto Figlio di Ra che verrà introdotto proprio durante la IV dinastia). [modifica] Problemi di omonimiaNella moderna storiografia si è usi ad indicare i sovrani aventi lo stesso nome con numeri ordinali (Ramesse I, II; Amenhotep III, IV etc.) mentre nell'antico Egitto, non esisteva tale distinzione anche se l'unione tra prenomem e nomen permetteva una identificazione sufficiente precisa (i casi di completa omonimia che conosciamo sono estremamente rari e spesso si riferiscono a sovrani di cui non conosciamo la titolatura completa). [modifica] Voci correlate[modifica] Bibliografia e collegamenti esterniVedi la bibliografia del Progetto:Antico Egitto. |