Terni

Terni
Panorama di Terni
Terni - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Umbria
Provincia: stemma Terni
Coordinate: [3] 42°34′0″N 12°39′0″E / 42.56667, 12.65]Coordinate: [4] 42°34′0″N 12°39′0″E / 42.56667, 12.65]
Altitudine: 130 m s.l.m.
Superficie: 211 km²
Abitanti:
110.638 31-08-2007
Densità: 524,4 ab./km²
Frazioni: Acquapalombo, Appecano, Battiferro, Cecalocco, Cesi, Collegiacone, Collescipoli, Collestatte, Gabelletta, Giuncano Alto, Giuncano Scalo, Marmore, Miranda, Papigno, Piediluco, Poggio Lavarino, Polenaco, Porzano, Pracchia, Rivo, Rocca San Zenone, San Carlo, San Liberatore, Titurano, Torreorsina, Valenza 
Comuni contigui: Acquasparta, Arrone, Colli sul Velino (RI), Labro (RI), Montecastrilli, Montefranco, Narni, Rieti (RI), San Gemini, Spoleto (PG), Stroncone
CAP: 05100
Pref. telefonico: 0744
Codice ISTAT: 055032
Codice catasto: L117 
Nome abitanti: ternani 
Santo patrono: San Valentino 
Giorno festivo: 14 febbraio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Terni è un comune di 110.638[1] abitanti, capoluogo della provincia di Terni.

Città ad elevato tasso di sviluppo industriale sin dal XIX secolo, ha subito pesanti bombardamenti nel corso della Seconda Guerra Mondiale, che però non le hanno impedito di rimanere uno dei fulcri dell'economia dell'Umbria.

Terni è anche nota come la "Città degli Innamorati", dato che san Valentino ne fu vescovo.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Terni.

Terni è attraversata dal fiume Nera.

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Terni.

[modifica] Preistoria

La città, posta in una pianura alluvionale tra il fiume Nera e il torrente Serra, vide il suo territorio abitato già nell'età del bronzo e del ferro, come testimoniano numerosi rinvenimenti. La prima presenza umana è datata al X secolo a.C.. In base alla tipologia dei corredi funerari è possibile distinguere tre fasi: Terni I, Terni II e Terni III.

Alla prima fase, la più antica, appartengono le tombe ad incinerazione, formate da un pozzetto per lo più cilindrico. Le analogie culturali sono con l'area laziale, soprattutto Roma-Colli Albani e Allumiere. L'abitato corrispondente alla necropoli di questo periodo era probabilmente situato sul Colle di Pentima, lungo il margine orientale della conca ternana.

La fase Terni II, databile al IX secolo a.C., è caratterizzata dalla sostituzione del rito funerario dell'incinerazione con quello dell'inumazione. Le sepolture ad inumazione sono formate da fosse rettangolari, riempite con terra e pietrame oltre il livello del suolo, alcune con circolo di pietre a delimitarne il perimetro, a volte con fondo pavimentato da ciottoli di fiume. Le evidenze culturali di questa fase ricollegano la necropoli ternana all'area umbra, sabina e picena, ma con apporti dalla fase laziale di Roma-Colli Albani II, soprattutto nella ceramica.

Alla fase Terni III, databile fra l' VIII e il VI secolo a.C., appartengono le tombe di S. Pietro in Campo, poco più ad occidente della necropoli delle Acciaierie. Le sepolture sono tutte ad inumazione, particolarmente ricche, quelle maschili, di armi in ferro, fra cui le lance a foglia, giavellotti, spade e pugnali, in quelle femminili, lebeti, bacili, attingitoi, anfore, oltre alle fibule.

In epoca storica, secondo le Tavole eugubine, il popolo dei Naharti (Naharkum..Numen) era considerato nemico dell'arce umbra di Gubbio, al pari degli Etruschi e degli Jabusci. È probabile che i Naharti abitassero proprio lungo il corso del Nera, la cui radice idronimica Nahar- è in comune con l'appellativo Naharkum.

Alcune sommità che circondano la piana di Terni continuarono ad essere abitate, come le propaggini meridionali dei monti Martani, disseminate di piccoli insediamenti, posti fra i 700 e i 1.000 m di altezza, non tutti a scopo abitativo, di cui il più importante è il sito fortificato di S. Erasmo di Cesi, databile almeno al V secolo a.C..

La notizia non provata che al di sopra di Rocca San Zenone si trovasse l'oppidum umbro di Vindena si riferisce probabilmente alla memoria di questi insediamenti di altura.

L'origine della città viene dunque fatta risalire al 672 a.C., come si evince da un'iscrizione latina di età tiberiana. Il nome Interamna Nahars ha fatto pensare che il Nera e il Serra e le loro derivazioni circondassero la città, costituendo una difesa naturale. Il nome Interamna si è poi evoluto in Teramna, Terani e, infine, Terni.[2]

[modifica] La conquista romana

Rovine di Carsulae.
Rovine di Carsulae.

Le fonti classiche non citano quando Terni entrò a far parte delle strutture amministrative romane. Nel 290 a.C., o poco dopo, M. Curio Dentato promosse la costruzione della Via Curia, collegando Terni a Rieti[3] e, nel 271 a.C., realizzò il taglio del costone delle Marmore, per facilitare il deflusso delle acque del Velino nel Nera;[4] è, quindi, probabile che già all'epoca Interamna fosse romanizzata.

Durante la seconda guerra punica, nel 214 a.C., Interamna, insieme ad altre undici colonie latine, non si trovò nelle condizioni di fornire il suo contingente di armati per formare le due legioni urbane che i consoli di quell'anno, Q. Fabio Massimo e Q. Fulvio Flacco, ebbero intenzione di arruolare; quest'azione, giudicata dal Senato di Roma come tradimento, fu severamente punita qualche anno dopo con l'emanazione di una legge apposita, che nella giurisdizione delle colonie latine si chiamò jus XII coloniarum.[5] </ref> Tra l'altro, a questo periodo risalgono le mura che circondarono il perimetro dell'abitato romano.

Alla fine del II secolo a.C. sono databili alcuni lavori di riassetto del ramo orientale della via Flaminia, che collegava (e collega) Narni a Spoleto, per riallacciarsi all'originario tracciato della consolare all'altezza di Forum Flaminii, poco a nord di Foligno.

Dopo la guerra sociale Interamna divenne municipium, non si sa se con le caratteristiche della piena cittadinanza o come civitas sine suffragio.[6]

[modifica] L' Impero Romano

Con la sistemazione amministrativa dell'Italia, Interamna fu iscritta alla tribù Clustumina e fu inclusa nella Regio VI Umbria.[7] Si colloca nel periodo fra la fine del I secolo a.C. e la prima metà del I secolo d.C. la strutturazione definitiva della Terni romana. In questo periodo furono edificati templi, il teatro, due terme e l'anfiteatro.[8]

Durante l'Impero fu teatro di alcuni avvenimenti significativi: la resa delle ultime truppe di Vitellio alle legioni di Vespasiano nel 69,[9] l'attribuzione, da parte del Senato, dell'auctoritas imperiale a L. Settimio Severo, già acclamato Imperatore dalle legioni d'Illiria, nel 193, [10] e l'uccisione, nel 253, nelle campagne vicine, dell'imperatore V. Treboniano Gallo e di suo figlio G. Vibio Volusiano, mentre si apprestavano a combattere contro le legioni dell'usurpatore M. Emilio Emiliano, acclamato Imperatore dalle truppe della Mesia.[11]

Risale all'inizio del III secolo d.C. la testimonianza della Tabula Peutingeriana che il tracciato di riferimento della Via Flaminia non è più quello occidentale, da Narnia a Mevania, ma quello orientale, che passa per Terni, contrariamente all' itinerarium Gaditanum di due secoli prima, che indica il primo come percorso preferito.[12]

La diffusione del Cristianesimo è attestata dall'area cimiteriale, databile al IV secolo, sorta su una necropoli pagana, alla sommità di un colle poco a sud della città, lungo la via Interamnana. Il luogo principale di culto fu costruito probabilmente all'interno delle mura cittadine, a ridosso dell'anfiteatro, nel luogo dove ora sorge la cattedrale e fu dedicato inizialmente a S. Maria Assunta.[13]


Dopo la Guerra Gotica, durante la quale è probabile che anche Interamna sia stata, prima occupata dagli Ostrogoti, poi ripresa dai Bizantini, [14] la conquista più significativa fu quella longobarda, avvenuta ad opera dei Duchi di Spoleto alla fine del VI secolo e compiuta già al tempo di Autari. Terni assunse il carattere di città di frontiera, trovandosi a poca distanza da Narni bizantina, posta a guardia della via Flaminia, nel suo tratto occidentale. Sebbene il limite esatto fra le due aree nemiche sia molto difficilmente identificabile, si ritiene che esso fosse compreso fra la consolare Flaminia, nel suo percorso più antico, in mano ai Bizantini, e la via Interamnana, in mano ai Longobardi, che la utilizzarono per l'occupazione della Sabina occidentale, fino a Farfa.[15]

Durante la prima fase del dominio longobardo la diocesi ternana fu soppressa da Gregorio Magno, forse più per mancanza di fedeli che per riduzione della popolazione, e fu assorbita da quella di Narni.

Il passaggio ai Franchi non mutò radicalmente la situazione, poiché Terni continuò a dipendere dal Ducato di Spoleto, pur essendo sede di un comes. La diocesi, alla fine dell'VIII secolo, fu annessa a quella di Spoleto, ristabilendo così, ma a favore del Regno, un'anomalia istituzionale. Proprio per questo motivo il Papato e la diocesi narnese non smisero mai di rivendicare la sovranità su Terni, facendosi forti della Promissio Carisiaca e dei capitolari successivi, che affermavano la volontà dell'Impero di restituire Narni al Papa.[16]

[modifica] Il Basso Medioevo

Nel 1174 le soldataglie del vescovo Cristiano di Magonza la presero e la distrussero con l'accusa di non pagare le gabelle dovute.[17]

Nonostante i Diplomi imperiali dei secoli precedenti, la cessione del territorio e della diocesi ternani al potere temporale dei Papi non si realizzò, probabilmente per le resistenze dei duchi e dei vescovi di Spoleto, e soltanto la decisa opera di annessione dell'intero Ducato di Spoleto da parte di Innocenzo III, nel 1198, riuscì a fare di Terni un pezzo del Patrimonio di S. Pietro in Tuscia. Nel 1218, Onorio III ricostituì il Capitolo Cattedrale nella chiesa di S. Maria Assunta, ma dotandola di una competenza territoriale molto esigua, esposta alle rivendicazioni di Narni, da una parte, e di Spoleto, dall'altra.[18]

Quando Terni entrò a far parte del potere temporale dei Papi era già un Comune, con la magistratura dei due consoli e il Parlamento, ma con una storia di lotte per la stessa sopravvivenza.

Al momento in cui gli fu restituita la diocesi, Terni ebbe anche il Podestà e il Capitano del Popolo, apparentemente in anticipo di qualche decennio rispetto ad altri comuni umbri.

Nel giugno del 1241 Terni si sottomise spontaneamente a Federico II, che la individuò, forse per le sue vie di comunicazione con Roma, come base della sua presenza nell'Italia Centrale durante il conflitto che lo oppose, nel 1244, al papa Innocenzo IV e, come sede, nel 1247, della dieta che avrebbe dovuto ridisegnare l'assetto amministrativo e politico dell'Italia.[19] Ma con la morte del sovrano, Terni tornò all'obbedienza papale, anche se lo fece molto tardivamente, nel 1252.

Nel 1294 il Comune si dotò di una nuova carica, i 'quattro di credenza' o difensori del Popolo e, nel 1307, dei Priori.

Durante la Cattività avignonese continuò la resistenza al potere papale e, schiacciata fra due fortissimi Comuni, come Spoleto e Narni, fu costretta ad allearsi con Todi, che nominò fra il 1338 e il 1354 sette Podestà su dieci. [20] Nel 1354 si sottomise al legato Papale, il cardinale Egidio Albornoz.[21]

Nel 1416 fu soggetta alla signoria di Braccio da Montone,[22] ma nel 1420 i mercenari al soldo di Martino V la ricondussero sotto il potere papale.[23]

Fra il 1444 e il 1448, prima Eugenio IV e poi Niccolò V, modificarono gli statuti comunali ed introdussero a Terni, come in altre parti del Patrimonio, il Governatorato, dando così un'impronta accentratrice all'amministrazione pontificia.[24]

[modifica] Il dominio papale

Il duomo.
Il duomo.

Nel luglio del 1527 Terni accolse con favore i Lanzichenecchi, di ritorno dal sacco di Roma, e si schierò poco dopo con i Colonna nella lotta che oppose Clemente VII a gran parte della nobiltà dello Stato, refrattaria ad accettare l'autoritarismo della Curia.[25]

In questo periodo si ebbero anche guerre intestine tra nobili e borghesi, che culminarono nel sanguinoso episodio del 25 agosto del 1564, in cui avvenne la strage dei nobili ad opera della fazione dei Banderari, soffocata dalla repressione del commissario apostolico, il cardinale Monte Valenti, inviato da papa Pio IV. La durezza della repressione fu proporzionale alla volontà del Papa di imporre una volta per tutte la sua autorità.[26]

Dopo il Concilio di Trento iniziò un'epoca, di circa due secoli, in cui Terni, avendo perduto una sua precisa identità, trovò in Roma un punto di riferimento. Gli Aldobrandini e i Barberini furono per molti anni, nel corso del XVII secolo, patroni della città: ternani, come Francesco Angeloni, si recarono a Roma e si legarono a queste due famiglie. Viceversa, importanti personaggi dell'arte e della cultura approdarono, da Roma, a Terni: Antonio da Sangallo il Giovane per dirigere i lavori della cava paolina alla cascata delle Marmore (proprio a Terni trovò la morte); Jacopo Barozzi da Vignola e Carlo Fontana per la riedificazione del Ponte Romano, Carlo Maderno per la cava clementina e Girolamo Troppa come decoratore di ville e palazzi cittadini.[27]

[modifica] Da Napoleone al Risorgimento

Il sonno di questa piccola comunità fu bruscamente interrotto il 16 febbraio del 1797, quando il generale Louis Alexandre Berthier da Spoleto dettò le condizioni di resa all'Armata Francese. Nel marzo dello stesso anno, Terni fu dichiarato Municipio cantonale urbano appartenente al Dipartimento del Clitumno, con capoluogo Spoleto.[28] Geograficamente si trovava a poca distanza dal confine fra il territorio della Repubblica Romana, termine con cui fu ridenominato il vecchio Stato Pontificio, in mano ai Francesi, e il Regno delle due Sicilie, nelle mani dei Borbone di Napoli. Una sollevazione popolare contro gli occupanti ed un vano tentativo di reprimerla precedettero soltanto di poche settimane l'arrivo, il 14 agosto del 1799, delle truppe austro-russe del generale Gerlanitz, che di fatto pose fine alla breve esperienza napoleonica.[29] Dal Luglio del 1809 Terni, come parte del Circondario di Spoleto, [30] entrò nel Dipartimento del Trasimeno, non accorpato al Regno d'Italia, ma, insieme al Dipartimento del Tevere, dipendente direttamente dalla corona imperiale.

Nel febbraio del 1831 Terni accolse le avanguardie dell'esercito del generale Sercognani, che scendeva dalle Legazioni e dalla Marca, deciso a dirigersi su Roma ed entrò a far parte del territorio delle 'Province Unite', formalmente distaccatosi dal resto dello Stato Pontificio. Per circa un mese le truppe raccogliticce dei rivoltosi usarono Terni come base per le imprese contro Rieti e Civita Castellana, ma la resistenza papalina, il mancato aiuto della Francia e la reazione dell'Austria, che nel frattempo aveva ripreso le Legazioni, indussero Sercognani ad abbandonare l'impresa.[31]

Il ritorno di Terni al Papa fu immediato e ne seguì un periodo di relativo benessere: nel 1842 fu ammodernata la ferriera, nel 1846 fu inaugurato un moderno cotonificio, arrivò la ferrovia che la collegava a Roma e ad Ancona.[32]

L'esperienza della Repubblica Romana, del 1848, segnò l'inizio di una svolta politica: al contrario dei moti del 1831, l'adesione popolare fu piuttosto consistente, tanto che Terni divenne sede del 'Corpo di osservazione degli Appennini'. Nel luglio di quell'anno, però, anche questa breve fase di liberazione dal giogo pontificio si esaurì. Alcuni ternani seguirono Giuseppe Garibaldi che scappava verso la Romagna; uno di essi, Giovanni Froscianti, diventerà uno dei suoi più fidati collaboratori.[33]

[modifica] Annessione al Regno d'Italia

I nuovi sentimenti popolari di chiara ribellione al potere papale, alimentati soprattutto dai mazziniani, sfociarono in dimostrazioni contro la tassa sul macinato nel 1850 e contro la tassazione delle attività artistiche ed artigiane nel 1852. [34] Il 20 settembre 1860 i bersaglieri piemontesi del colonnello Brignone, dopo lo scontro di Castelfidardo e la liberazione di Perugia e Spoleto, entrarono a Terni, attraverso la Porta Spoletina, e vi rimasero, poiché Terni diventò sede del comando della XV divisione. Il Plebiscito che seguì e formalizzò l'annessione al Regno d'Italia vide 1 solo voto contrario a fronte di 3.461 voti favorevoli.[35] Il primo sindaco post-unitario fu eletto il 1 dicembre del 1860.

La sua posizione di città di confine fra il Regno d'Italia e lo Stato Pontificio la fece diventare ben presto la base di appoggio per le iniziative politiche e militari tese alla liberazione di Roma. Fra il giugno e l'ottobre del 1867 partirono da Terni vari tentativi in questo senso; prima quello di un centinaio di patrioti ternani, poi quello di Menotti Garibaldi, che riuscì a prendere Montelibretti, l'impresa di Enrico e Giovanni Cairoli, che fu fermata dai papalini a Villa Glori e il tentativo di Giuseppe Garibaldi, che svanì a Mentana [36]. Nel Museo nazionale di Mentana sono presenti, tra gli altri, divisa, berretto e medaglie del ternano Anselmo Massarelli, nato nel 1844, uno dei Mille presente con Garibaldi anche a Bezzecca nel 1866. Quello che non poterono i volontari garibaldini e mazziniani lo fecero la diplomazia e le truppe del generale Raffaele Cadorna, che il 6 settembre 1870 organizzò a Terni il suo quartiere generale, mentre i soldati del IV Corpo d'armata piemontese prendevano posizione ai confini; in città fu organizzato un ospedale militare e il necessario per il vettovagliamento giornaliero delle truppe, tramite ferrovia. L'11 settembre 1870 Cadorna lanciò il Proclama con cui iniziava la campagna di guerra; il 20 settembre, esattamente dieci anni dopo l'entrata a Terni, i bersaglieri sabaudi varcavano Porta Pia.[37]

[modifica] L'industrializzazione

Dopo l'annessione al Regno d'Italia, la volontà del Ministero della Guerra, del Commissario per l'Umbria Gioacchino Napoleone Pepoli e degli amministratori locali di fare di Terni un centro industriale e militare portò all'edificazione della 'Fabbrica d'Armi' nel 1875[38] e alla 'Società degli Alti Forni e Fonderie di Terni', nel 1881, su iniziativa di un imprenditore belga, Cassian Bon, che aveva rilevato una fonderia locale specializzata nella fusione di tubi e di Vincenzo Stefano Breda, titolare della 'Società Veneta per le Imprese e le Costruzioni Pubbliche ', un'azienda che utilizzava capitali dello Stato per le opere di edificazione e di impiantistica; l'obiettivo dell'impresa era quello di produrre corazze per le navi da guerra. [39]

Nel 1884 il romano Angelo Sinigaglia acquistò ed ammodernò la ferriera;[40] nel 1885 il genovese Alessandro Centurini iniziò la costruzione di un lanificio e jutificio;[41] nel 1890 il torinese Antonio Bosco costruì uno stabilimento per la produzione di attrezzi agricoli;[42] nel 1896 si costituì la 'Società Italiana del Carburo di Calcio, Acetilene ed altri Gas', che gestiva non solo stabilimenti per la produzione del carburo di calcio ma anche centrali idroelettriche.[43] Terni fu la quarta città italiana, in ordine di tempo, ad avere l'illuminazione pubblica ad elettricità.

L'industrializzazione creò, tuttavia, dei grossi problemi logistici per la scarsa disponibilità di case e l'inadeguatezza dei servizi pubblici, a cui si aggiunsero i pregiudizi della gente locale contro gli immigrati e la riottosità dei titolari di fondi a concedere le aree necessarie ed i diritti di sfruttamento delle acque per l'impiantistica e gli edifici.[44] All'inizio del XX secolo Terni era, comunque, fra le prime città industriali italiane.

Con l'industrializzazione della seconda metà dell'Ottocento fu necessario istruire i giovani nelle attività professionali di tecnico. La situazione dell'istruzione a Terni risultava in questo periodo estremamente grave, mancando un qualsiasi tipo di scuola professionale. A tal fine, nel 1861, fu istituito il Regio Istituto Tecnico (in seguito Istituto Industriale e Liceo Scientifico), uno dei primi quattro in Italia, che verso la fine dell'Ottocento, sotto la guida del prof. Luigi Corradi, divenne rinomato attraendo giovani da ogni parte d'Italia.[45]

[modifica] Fra i due conflitti mondiali

Via Plebiscito verso Piazza della Repubblica.
Via Plebiscito verso Piazza della Repubblica.

Durante la Prima Guerra Mondiale la 'Società degli Alti Forni e Fonderie di Terni' aumentò notevolmente la produzione, oltre che delle corazze per le navi da battaglia, anche di componenti dei cannoni e dei proiettili, almeno fino all'apertura degli stabilimenti Ansaldo di Genova.[46] La 'Fabbrica d'Armi' produceva armi di vario tipo, fra le quali il fucile Carcano Mod. 91 che equipaggiò l'esercito italiano per molti anni: durante il primo conflitto mondiale raggiunse la produzione di duemila fucili al giorno.[47] La 'Bosco' si affermò nelle costruzioni per i rimessaggi aeronautici e, nel 1924, iniziò la costruzione di manufatti metallici, come idroestrattori, autoclavi e bollitori.[48] Nel 1927 il 'Lanificio e Jutificio Centurini' era, per dipendenti e produzione, il secondo opificio italiano del settore;[49]nel 1910 il 'Tipografico Alterocca' imetteva sul mercato il 30% delle cartoline illustrate che si stampavano in Italia.[50]

La presenza degli operai nel tessuto sociale cittadino fu enorme, se si considera che questa categoria costituiva, all'inizio del secolo, il 70% della popolazione residente. Nel 1901, dopo le leggi Pelloux, fu ricostituita la 'Camera del Lavoro'.[51] Nelle elezioni politiche del 1919 i socialisti riscossero una maggioranza del 71%. Nonostante nel 1921 vi operassero circa cinquecento Arditi del Popolo, Terni rimase l'unico comune umbro ad amministrazione socialista fino al 17 ottobre 1922.[52]

Sotto la spinta politica del PNF la 'Terni', come era più brevemente chiamata, finanziò, soprattutto negli anni 30, la costruzione di alloggi per gli operai, fino ad interi quartieri.[53] La concessione dello sfruttamento dell'intero sistema idrico Nera-Velino e le notevoli commesse militari spinsero la 'Terni' ad essere uno dei maggiori gruppi industriali italiani: entrata nell'IRI nel 1933, oltre a sfornare acciaio, produceva in un anno circa un miliardo di kilowattora di energia elettrica dalle centrali del sistema dei fiumi Salto e Turano nel Lazio, e del Vomano in Abruzzo; produceva in esclusiva, negli stabilimenti chimici di Nera Montoro, l'ammoniaca secondo il processo Casale,[54] carburo di calcio e composti azotati nel nuovo stabilimento di Papigno.[55] Nel 1927 la 'Società Umbra Prodotti chimici', modificatasi poi in 'Viscosa Umbra', iniziò la produzione di solfuro di carbonio.[56] Nel 1939 fu costruito lo stabilimento della 'Società Anonima Industria Gomma Sintetica' (SAIGS), su iniziativa dell'IRI e della Pirelli, per la sintesi del butadiene dal carburo di calcio.[57]

[modifica] L'istituzione della provincia

Per approfondire, vedi la voce Provincia di Terni.

Nel 1926 fu istituita la Provincia di Terni e il territorio comunale fu ampliato fino a comprendere ben sette comuni precedenti. [58]Decisivi in questo senso i buoni rapporti che il podestà della citta', Elia Rossi Passavanti, aveva con il governo fascista.

Nel 1943, con l'apporto di molti operai, fu costituita la brigata partigiana 'Antonio Gramsci', che durante la Resistenza operò sull'Appennino umbro-marchigiano. [59]

Nodo industriale di primaria importanza, Terni fu oggetto di oltre cento bombardamenti da parte degli Alleati durante la loro campagna di guerra in Italia: l'11 agosto del 1943 un bombardamento aereo, senza che l'UNPA facesse in tempo a lanciare l'allarme, provocò un numero elevatissimo di vittime, quasi tutte civili, e la distruzione di gran parte degli edifici. Gli inglesi del generale Alexander entrarono in città il 13 giugno del 1944.[60] Per i motivi di cui sopra, Terni è stata insignita della Croce di Guerra al Valor Militare.

[modifica] La Ricostruzione

Vista del centro storico.
Vista del centro storico.

Le dismissioni belliche risultarono deleterie per l'acciaio ternano: fra il 1947 e il 1952 furono licenziati quattromila e settecento lavoratori.[61] Tuttavia, la capacità produttiva e le competenze delle maestranze sopravvissute alla guerra permisero di recuperare tutto il sistema idroelettrico e di installare una linea diretta con Genova per l'alimentazione del nuovo stabilimento siderurgico dell'Ilva di Cornigliano. Ma nel 1962, con l'istituzione dell'ENEL, tutte le fonti energetiche della società ternana furono nazionalizzate. Seguì, a breve, lo scorporo delle altre attività: l'elettrochimico di Nera Montoro fu ceduto all'Anic, nel 1967 lo stabilimento di Papigno passò all'ENI; le attività siderurgiche furono incorporate nella Finsider.[62]

Negli anni '50 fu chiuso lo stabilimento della Viscosa, nel 1970 cessò l'attività il 'Lanificio e Jutificio Centurini' e nel giugno del 1985 chiuse i battenti la SIRI, nonostante i grandi successi industriali degli anni '50. Nel 1949 la SAIGS fu ceduta alla Montecatini, che ricovertì gli impianti per la produzione dei polimeri sintetici. Nel 1960 iniziò la produzione del 'Meraklon', seguita dal 'Montivel' e dal 'Moplefan', suddivisi, agli inizi degli anni '70, in varie sub-unità, imperniate sul polipropilene in granuli, fiocco, film, filo.[63] La 'Fabbrica d'Armi', pur subendo un inevitabile ridimensionamento dopo il secondo conflitto mondiale, con la denominazione di 'Stabilimento Militare Armamento Leggero', ha continuato ad essere uno dei siti nazionali per la manutenzione delle armi dell'esercito italiano e della NATO.

La riconversione di alcuni impianti industriali, dopo gli anni '80, non è stata meno importante: la vecchia società 'Terni', sotto la denominazione di 'Acciai Speciali Terni', un insieme di attività siderurgiche ad alta specializzazione, è stata acquistata nel 1994 dalla multinazionale tedesca Thyssen Krupp, l'area della 'Bosco' ospita il 'Centro Multimediale', lo stabilimento di Papigno è stato riconvertito a studi cinematografici e museo, l'ex-SIRI è stata destinata al terziario.

Negli ultimi quindici anni, Terni è diventata una città-cantiere: dai primi anni novanta non si sono fermati i lavori che via via stanno portando ad un radicale cambiamento del centro cittadino, imperniato sui "tre centri storici" del Quartiere Clai come centro della città romana, del Quartiere Duomo come centro della città medioevale e dell'asse Piazza Europa-Piazza della Repubblica-Corso Tacito come centro della città moderna.

Nel gennaio 2006 sono iniziati i lavori, con quasi venti anni di ritardo (il progetto preliminare era infatti del 1987), di Corso del Popolo, dove al posto di un terrapieno adibito a parcheggio sorgerà un centro direzionale, un moderno parcheggio multipiano interrato, edifici residenziali e un parco che farà da continuum tra i Giardini della Passeggiata e il fiume Nera.

La città, nel secondo dopoguerra, ha avuto una forte espansione ben oltre i villaggi operai d'inizio secolo, sviluppandosi su quattro assi a raggiera intorno al nucleo centrale e ponendo al nuovo piano regolatore Ridolfi (e sue succesive varianti) il problema della vivibilità delle periferie e del loro collegamento con il resto della città. [64]La viabilità ha dovuto superare l'antico schema dell'unico asse preferenziale della Flaminia, contestualizzando i progetti in un ambito interregionale, come la direttrice Rieti-Terni-Civitavecchia, la SS 3 bis e la piattaforma logistica, ancora non realizzata, tutte essenziali per le industrie del ternano.

[modifica] Simboli

La leggenda legata alla città di Terni e al suo stemma narra che molti anni fa, la presenza nel territorio di un terribile drago chiamato Tiro o Thyrus provocava paura e apprensione tra la cittadinanza, e che neanche i più coraggiosi, chiamati dal Consiglio degli Anziani, osavano avventurarsi in quei territori e nessuno riusciva a risolvere la questione. Quando il Consiglio era sul punto di rinunciare alla battaglia, si fece avanti un giovane ternano della nobile famiglia dei Cittadini: si dice che indossasse una lucente armatura e che sfoderasse tutta la sua fierezza e la sua voglia di sfidare l'orribile drago: "Vado io a fare una visita a quel mostro. Cosa ne dite?", sembra che disse presentandosi agli Anziani, i quali accettarono e lo benedirono augurandogli ogni fortuna.

Il coraggioso sorprese il mostro addormentato e la cosa sembrava facilitare il suo ardito compito. Ma mentre stava per colpirlo con la sua lancia, il drago si alzò e gli balzò contro. Da qui ne seguì una spaventosa battaglia, durante la quale la bestia aveva la meglio. Ma un certo punto, il bagliore di un raggio di sole riflesso nell'armatura accecò il drago: fu l'occasione giusta, il giovane scagliò la sua lancia e trafisse a morte il mostro. Tutti i cittadini si riunirono immediatamente sul luogo del combattimento per vedere con i propri occhi quello che era accaduto. Seguirono giorni di festa per celebrare il giovane, che fu premiato con dei terreni che un tempo erano di appartenenza del mostro.

[modifica] Stemma e gonfalone

Il drago della leggenda, che aveva per nome Thyrus (Tiro), è riportato sullo stemma della città di Terni. Sul gonfalone della città invece, campeggia la scritta Thyrus et amnis dederunt signa Teramnis.

[modifica] Onorificenze

Il 13 gennaio 1960 venne conferita la Medaglia d'argento al valor civile alla Città di Terni.[citazione necessaria]

Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'argento al valor civile

«Centro industriale di particolare importanza per la produzione bellica, sopportava con sereno coraggio ben 108 bombardamenti che la radevano quasi completamente al suolo e che uccidevano numerosi dei suoi figli migliori. Teneva, nei confronti del nemico invasore, sereno e dignitoso contegno, offrendo un notevole contributo alla lotta per la liberazione.»
— 13 gennaio 1960


[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Palazzo Spada.
Palazzo Spada.
Museo Archeologico.
Museo Archeologico.
Piazza Tacito.
Piazza Tacito.
Piazza Duomo con Palazzo Bianchini-Riccardi e Palazzo Fabrizi sullo sfondo.
Piazza Duomo con Palazzo Bianchini-Riccardi e Palazzo Fabrizi sullo sfondo.
Cascata delle Marmore.
Cascata delle Marmore.
Veduta del lago di Piediluco.
Veduta del lago di Piediluco.

[modifica] I resti archeologici

  • I resti dell'anfiteatro Fausto del 32 a.C., ubicato all'interno del parco cittadino "La Passeggiata". Di questa struttura si possono notare parti di opus reticulatum in blocchetti bicolori. Fu eretto nel 32 d.C. per ordine di Fausto Liberale, durante il regno di Tiberio, e poteva ospitare fino a 10.000 persone. Attualmente è scoperto per 2/3 del perimetro, essendo una parte occupata dalla chiesa del Carmine; tuttavia, si può vedere l'ellisse originaria. Periodicamente è adibito a sito per eventi culturali e concertistici.
  • I resti dell'antica cinta muraria romana.
  • I resti archeologici di palazzo Carrara.
  • I resti della città romana di Carsulae, di probabile origine celtica, dove ancora è visibile un tratto della antichissima Via Flaminia, che da Roma portava all'Adriatico.
  • Il Museo Archeologico di Terni (area ex-SIRI), dove sono raccolti i resti pre-romani e romani recuperati dai numerosi scavi cittadini.

[modifica] La città medioevale

  • Porta Sant'Angelo (XIV secolo), era l'ingresso nord-occidentale della città.
  • Porta Spoletina (XIV secolo), sulla via Flaminia; era l'ingresso settentrionale.
  • La cripta del Duomo (VI secolo).
  • La torre romanica dei Barbarasa, situata in via Roma, è la meglio conservata tra le case-torri medievali. Una lapide in alto ricorda che da qui venne esposta la reliquia del Preziosissimo Sangue, conservata nel Duomo, per allontanare dalla città un'epidemia di peste.
  • La torre dei Castelli, situata in via dei Castelli.

[modifica] Luoghi di culto

  • Chiesa di San Francesco (XIII secolo), in stile gotico. La chiesa è stata manomessa più volte nel corso dei secoli. La parte centrale della facciata presenta un portale gotico sovrastato da un oculo, mentre le parti laterali sono del XV secolo. L'abside e il campanile, decorato con bifore, sono opera di Angelo da Orvieto. All'interno è di notevole interesse la Cappella Paradisi, decorata da affreschi con scene dantesche di Bartolomeo di Tommaso (XV secolo).
  • Chiesa di San Salvatore ((XI secolo): è una struttura molto particolare, formata da due edifici contigui, uno a pianta circolare del V secolo ed un altro, l'avancorpo, a pianta rettangolare del XII secolo, con semplice facciata decorata da una monofora e da archetti.
  • Chiesa di Sant'Alò (XI secolo), appartenuta all'Ordine dei Cavalieri di Malta; restaurata negli anni cinquanta, la chiesa presenta tre navate divise da colonne e pilastri e una bella abside.
  • Chiesa di San Pietro, appartenuta agli Agostiniani fin dal 1267, la chiesa presenta nella facciata un portale gotico con decoro quattrocentesco nel timpano; sul lato sinistro si può notare parte della struttura primitiva e il campanile quadrato con bifore nella parte inferiore.
  • Il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta, di origine romanica, fu ristrutturato nel XVII secolo. La chiesa conserva interessanti opere d'arte, tra le quali va segnalata la tavola di Livio Agresti "Presentazione al tempio e Circoncisione", del 1560; nella cappella maggiore si può ammirare un altare, opera del Minelli, che rappresenta senza dubbio la testimonianza artistica cittadina più importante tra quelle del XVIII secolo.
  • Chiesa di San Lorenzo, costruita nel XIII secolo, su un edificio molto più antico, e quindi ampliata nel XVII secolo; restaurata dopo i bombardamenti, attualmente presenta una facciata con trifore e portale cieco, e una bella abside; l'interno è a due navate, con la particolarità che la parte destra è ad un livello più basso.
  • Chiesa di San Cristoforo, risalente al XIII secolo. La chiesa è stata ristrutturata nel dopoguerra e divisa in una parte nuova e in una vecchia: nella parte vecchia vi sono affreschi e resti dei secoli XIV e XV; la parte nuova è stata ricavata dalla canonica, luogo in cui, secondo un'antica tradizione, san Francesco operò un miracolo. Nella chiesa viene anche conservato il cippo dal quale il Santo parlava ai fedeli.
  • La Basilica di San Valentino, antichissima struttura costruita in un'area cimiteriale cristiana per ricordare il vescovo ternano martirizzato a Roma nel 273 e portato su tale collina della periferia ternana dai suoi seguaci; la forma attuale risale al 1618 ed il convento e le spoglie del Santo sono state conservate dai Carmelitani fino al XX secolo, quando il comune di Terni ne prese l'eredità.

[modifica] I palazzi cittadini

  • Palazzo Spada (sede del Comune) del XV secolo, progettato da Antonio da Sangallo il Giovane (fu terminato nel 1576, forse sua ultima opera), imponente edificio antica sede della famiglia Spada, è a due piani e un mezzanino.
  • Palazzo Fabrizi (sec. XVII).
  • Palazzo Mazzancolli (XV secolo), in via Cavour, sede attuale dell'Archivio di Stato.
  • Palazzo Bianchini-Riccardi (XVI secolo), in Piazza Duomo, forse edificato su progetto di B. Peruzzi.
  • Palazzo Gazzoli (fine XVIII secolo). Lo schema tipologico del palazzo deriva da quello del palazzo tardo-rinascimentale romano, con una corte interna su cui si affaccia un loggiato a doppio ordine, con volte affrescate a grottesche. Oggi è sede della pinacoteca comunale, di svariate attività culturali, nonché della rappresentanza della Regione Umbria.
  • Palazzo Manassei (XV secolo).
  • Palazzo Mariani (XVI secolo), sede dell'Istituto Musicale Briccialdi.
  • Palazzo Filerna-Perotti-Montani (XVII secolo), con significativi affreschi di Girolamo Troppa.
  • Palazzo Pierfelici (XV secolo), con un notevole portale cinquecentesco.
  • Palazzo Possenti (XVIII secolo).
  • Palazzo Corradi-Maroni, già Carrara (XV-XIX secolo), con un significativo portale cinquecentesco in travertino.
  • Palazzo Faustini (XIX secolo), con numerose iscrizioni romane nell'androne.
  • Palazzo Cittadini-Cesi (XVIII-XIX secolo).
  • Palazzo Carrara (sec.XVI-XVIII), ivi è presente una serie di elementi lapidei romani e rinascimentali (stemmi, sarcofagi, iscrizioni).

[modifica] Vie e piazze storiche

  • Piazza della Repubblica, con l'antico palazzo comunale ora sede della biblioteca comunale (bct). Con la ristrutturazione, l'antica torre civica distrutta dai bombardamenti è stata sostituita da una moderna torre di vetro che richiama la cascata delle Marmore.
  • Piazza Solferino, Piazza Europa, Piazza Clai e Piazza Tacito (quest'ultima ideata dall'architetto Ridolfi), dove troviamo il Palazzo del Governo ideato dall'architetto Bazzani e al centro la fontana, simbolo della forza delle acque che producono energia elettrica, decorata con i mosaici rappresentanti i dodici segni zodiacali, di Corrado Cagli.

[modifica] I monumenti di archeologia industriale

  • Obelisco "Lancia di Luce" di Arnaldo Pomodoro, che si trova alla fine di Corso del Popolo. L'opera rappresenta contemporaneamente i traguardi tecnologici e i moniti verso gli stessi; la miriade di fratture, gli inserti e gli effetti chiaroscurali rappresentano il dramma della loro scoperta e dei loro relativi poteri. Assemblata con tecniche industriali, si slancia nella sezione terminale e un suo fascino lo trova nel mutamento che assume il suo aspetto in base all'angolo visuale dell'osservatore e della differente luce dei momenti della giornata.
  • La "Pressa" di Piazza Dante.
  • Il Grande Hyperion.
  • La centrale di Galleto.
  • Complesso ex-Siri.
  • Il Ponte di Ferro.
  • Gli studi cinematogradici di Papigno.

[modifica] Musei

  • La Pinacoteca Comunale "O. Metelli" si trova presso Palazzo Gazzoli ed è divisa in due sezioni: la moderna e la contemporanea (quest'ultima è denominata museo "Aurelio De Felice, una via dell'arte per l'Europa"). Nell'ala moderna sono presenti i dipinti della "Pala dei Francescani" di Piermatteo d'Amelia e lo "Sposalizio mistico di Santa Caterina d'Alessandria" di Benozzo Gozzoli, lo "Stendardo" di Niccolò Alunno, il "Trittico con la Madonna dell'Annunciazione" del Maestro Gardner, oltre ad altre opere dello Spagna, dell'Alfani, di Troppa. Nell'ala contemporanea sono presenti opere dello scultore ternano Aurelio De Felice e del pittore Orneore Metelli, nonché opere grafiche di autori internazionali come Picasso, Chagall, Mirò, Braque, Kandinskij, Leger, Ernst ed altri.
  • Il parco "A. De Felice" a Torreorsina.
  • Mostra permanente di paleontologia (ex-chiesa di San Tommaso).
  • Museo Archeologico di Terni (area ex-Siri).
  • Centro di visita e documentazione di Carsulae.
  • Museo Anfiteatro Romano.
  • Centro Di Documentazione Sul Patrimonio Industriale Locale Antenna Pressa.

[modifica] Luoghi naturali

  • La cascata delle Marmore, opera romana d'idraulica del III secolo, voluta dal console Curio Dentato. Si trova sulla S.S. Valnerina a 7 km da Terni.
  • Il lago di Piediluco, piccolo specchio d'acqua adagiato sulle colline umbre a 13 km da Terni.
  • La Valserra, bagnata dal torrente Serra e con suggestivi borghi fortificati che vi si affacciano.
  • L'area dei monti Martani, dominata dal monte Torre Maggiore.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Già dagli ultimi anni del XIX secolo con l'espansione della grande industria la città passò dai 30.000 abitanti ai circa sessantamila in poco tempo. Dopo la seconda guerra mondiale, la seconda ondata di immigrazione interna fece superare la cifra dei centomila abitanti negli anni sessanta, e allora nel nuovo Piano Regolatore degli architetti Ridolfi e Franckl, si pensò che la città raggiungesse facilmente i 200.000 in pochi decenni. Con la crisi della siderurgia degli anni settanta e ottanta, il numero degli abitanti si è stabilizzato sugli odierni 110.000 circa. L'area urbana rappresentata dalla conca ternana raggiunge quasi 150.000 abitanti


Abitanti censiti


[modifica] Cultura

La nuova Biblioteca Comunale.
La nuova Biblioteca Comunale.

[modifica] Università

Con l'apertura del triennio clinico della facoltà di Medicina, nel 1974, l'Università di Perugia compiva uno dei suoi primi decentramenti sulla città di Terni. Seguì, negli anni novanta, l'apertura della facoltà di Ingegneria, il completamento del ciclo unico di Medicina e l'avvio del Diploma Universitario in Economia Aziendale (DUEC), che diedero nuovo impulso alla vita universitaria: sono stati avviati nuovi corsi di laurea, che ospitano 5.000 iscritti nelle cinque facoltà riunite nel Polo scientifico e didattico di Terni dell'Università degli studi di Perugia:

  • Facoltà di Medicina (sede di "Via Otto Marzo", in costruzione la nuova sede in Viale Trieste);
  • Facoltà di Ingegneria (sede di "Pentima", dove sono anche le segreterie amministrative);
  • Facoltà di Economia (sede di "Collescipoli");
  • Facoltà di Scienze Politiche (sede di "San Valentino");
  • Facoltà di Scienze delle Formazione (sede di "Maratta").

Nell'anno accademico 2002-2003 avrebbe dovuto inaugurarsi anche la facoltà di Biotecnologie, ma disguidi e ritardi burocratici tra le varie istituzioni (Comune, Regione e Università) ne hanno bloccato l'avvio. Già alla fine degli anni ottanta, si parlava di collaborazioni con gli atenei romani. Nell'estate 2006, la Regione, dopo vari ritardi, ha finalmente posto la firma allo Statuto che sancisce il Consorzio per Terni città Universitaria, soggetto destinato a raccogliere i fondi per lo sviluppo del Polo ternano.

[modifica] Centri di Ricerca

  • ISRIM - Istituto Superiore di Ricerca e Formazione sui Materiali Speciali per Tecnologie Avanzate, costituito nel 1989 nell'ambito del programma di diversificazione produttiva dell'area ternana. L'istituto opera nei settori delle biotecnologie e ambiente, nei beni culturali e nei materiali e tecnologie industriali.
  • Human Health Foundation - Laboratorio di ricerca nel campo della scienza medica. Dal 2009 la sede dovrebbe sorgere presso Villa Palma, immersa nel verde dei colli che circondano la città[65]
  • T.E.R.N.I.-Terni Enterprise for Research and New Idustries: centro di ricerca e produzione di fonti energetiche alternative.Gestisce molti complessi fotovoltatici ed eolici nella provincia di Terni ed oltre, costruisce gli stessi ne promuove lo sviluppo, studia nuove tecnologie di smaltimento e di conversione dei rifiuti in bio combustibili.
  • Centro Europeo di Ricerca sulle cellule staminali - Diretto da Angelo Vescovi, sarà ubicato presso la restaurata caserma dell'ex-milizia, nei pressi dell'ospedale. Dall'estate 2006 è attiva la Banca delle Cellule Staminali, ovvero una struttura in cui vengono prodotte e conservate cellule del cervello umano per curare, in futuro, le malattie neurodegenerative[66].

[modifica] Cinema

Per approfondire, vedi la voce Cinema a Terni.

Alla fine degli anni novanta, Roberto Benigni decise di girare nei dintorni della città, e più precisamente presso la vecchia zona industriale dismessa di Papigno, il suo film La Vita è Bella, vincitore di diversi premi Oscar: i capannoni abbandonati della vecchia fabbrica della calciocianamide si adattavano perfettamente all'ambientazione delle vicende del film in un campo di concentramento nazista (anche il film Pinocchio fu completamente girato negli studi di Papigno). In conseguenza di questo episodio, e dell'esistenza del CentroMultiMediale (CMM), che ospita teatri di posa dove vengono girate scene sia di lungometraggi che cortometraggi, si parlò tra il 1997 e il 1998 di fare dell'impanto industriale un sorta di Città del Cinema (publicizzata all'epoca come "Papignolliwood"). Il progetto è stato realizzato e ora gli studi di Papigno vantano teatri di posa tra i più grandi in Europa, una piscina con oblò per le riprese e un teatro di posa, fornito di un enorme blue screen, destinato esclusivamente alla ripresa di scene a cui dovranno essere aggiunti effetti speciali. Recentemente, grazie ad un patto stipulato con il comune di Terni, gli studi di papigno sono gestiti da Cinecittà.

Nel corso di quasi tutto il Novecento (e non solo) diversi film, sceneggiati televisivi, spot pubblicitari e videoclip musicali sono stati ambientati nella zona. Tra questi, si citano Acciaio di Walter Ruttmann (1933), La caduta degli dei di Luchino Visconti (1969), Inferno di Dario Argento (1980), Intervista di Federico Fellini (1987) e La ragazza di Bube di Luigi Comencini (1963).

Nel 2001 fu completamente ambientata a Terni la fiction Sei forte maestro.

Negli studios di Papigno è stato girato La Terza Madre di Dario Argento.

Inoltre, proprio nel CMM, nella primavera del 2004, fu realizzata la prima edizione del reality show Music Farm.

Il 29 novembre 2007, presso gli studi di Papigno si è svolto lo spettacolo di Roberto Benigni Quinto dell'Inferno, basato sulla Divina Commedia di Dante.

[modifica] Eventi

  • Ultima settimana di Gennaio - Contrometraggi - rassegna di cortometraggi organizzata dall'Associazione Contromano
  • 14 febbraio - San Valentino vescovo e martire, patrono della Città e protettore degli innamorati, la basilica è situata a 2,5 km dal centro e conserva il corpo del martire. Per tutto il mese di febbraio la città è ricca di Eventi Valentiniani dedicati al patrono della città e a tutti gli innamorati del mondo. Agli eventi religiosi vengono affiancati concerti, mostre, conferenze, seminari, spettacoli teatrali, premiazione, ecc.. Inoltre dal 2005 gli eventi si sono arricchiti con gli stand di Cioccolentino, dove il cioccolato e la tradizione della pasticceria ternana animano le vie del centro.
  • Aprile - Certamen Taciteum, concorso letterario riservato agli studenti delle scuole secondarie italiane, che consiste in una prova di traduzione di un testo latino dello storico Gaio Cornelio Tacito, (che si pensa) nativo della città.
  • 30 aprile - 1 maggio - Cantamaggio Ternano sfilata di carri allegorici, antica tradizione legata al risveglio della primavera
  • Ultima domenica di Giugno - Festa delle acque - alla cascata delle Marmore e al lago di Piediluco
  • Intero mese di Giugno - Giugno Cesano, nel piccolo paese di Cesi vengono svolte varie manifestazioni teatrali, musicali affiancate alle taverne di cucina tipica. le manifestazioni si concludono con un lungo Serpentone, dove è possibile mangiare camminando per le vie del paese.
  • Giugno- Ephebia Rock Festival, manifestazione musicale che dopo un anno di selezione si conclude a Terni con l'esibizione dei migliori gruppi giovanili locali e non solo. Inoltre, partecipano gruppi già conosciuti. Negli anni hanno suonato tra gli altri: Linea 77, The Ark, Moltheni, Afterhours, Tre Allegri Ragazzi Morti, Casino Royale
  • Settembre - Es.Terni, festival internazionale della creazione contemporanea
  • Ottobre - Onu dei Giovani, programma d’azione per la promozione e la difesa dei diritti umani e della pace.[67]
  • Novembre - CortoFonino Film Festival, manifestazione che premia i migliori cortometraggi girati con i moderni telefoni cellulari, organizzata dall'Associazione Culturale Libera Ilota e fondat