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U.S. Palestrina Basket
La U. S. Palestrina Basket Ass. Dil. è la principale società di pallacanestro maschile di Palestrina. Fondata nel 1962, ha raggiunto al massimo la Serie B nel 1973-74 e in seguito ha disputato gli spareggi per l'ammissione in Serie A2, senza successo. Attualmente milita nel campionato di serie B2. Gioca alla Tensostruttura di Zagarolo e i suoi colori sociali sono il verde e l'arancio. [modifica] StoriaIl Palestrina Basket vede la luce tra le mura del Circolo Studentesco Prenestino nell'estate del 1962, sotto la guida di Gigi Stellani, attuale vice presidente della società . Grazie anche alla passione del professor Eugenio Tomassi sorse anche il primo impianto dedicato al basket, un campo in cemento rosso tuttora esistente nel Parco Barberini, che più tardi venne ricoperto con mattonelle di asfalto. Dopo le prime amichevoli fu il turno del primo torneo, la coppa "Palestrina" messa in palio durante le feste patronali e vinta proprio dal Circolo Studentesco Prenestino sull'Anagni. Nel 1964/65 i prenestini esordirono nel campionato di Prima Divisione ma dopo tre anni arrivò l'approdo in Promozione, dove Palestrina rimase altri tre anni. Guidata in campo dai vari Casilli, Vento, Cecconi, Busca, Libianchi, Fornari e Manieri giunse nel 1970 la scalata alla serie D sotto la presidenza del mitico Ing.Dino Viola. Gli anni d'oro per il basket arancioverde non finiscono, e nel 1972 ecco lo spareggio a Rieti contro il Basket Todi per l'accesso alla serie C. Con un'ottima prestazione di Vincenzo Busca gli umbri vengono superati 56-55. L'entusiasmo salì alle stelle, fu anche l'anno della maturazione cestistica di Maurizio Tomassi che in breve tempo spiccherà il volo per le serie maggiori. Altro spareggio, ancora a Rieti, e Banco di Roma battuto di due punti, per accedere alle finali promozione al primo anno di C. In quei giorni di fine maggio, ottenendo una vittoria con Avellino, una sconfitta contro Viareggio e un altro successo con Brindisi, si schiusero le porte della serie B, che allora rappresentava la seconda serie nazionale. Nel 1973-74, stringendo una collaborazione con la società di Rieti arriva la prima sponsorizzazione importante, la ALCO, ma il primo anno in B fu molto tribolato e la salvezza giunse al termine di un campionato con poche soddisfazioni. L'anno seguente invece con l'arrivo di giocatori importanti dalla stessa Rieti (Sanesi, Olivieri, Mancin) e l'affermazione dei giovani talenti locali si assistette all'anno boom, culminato con la poule finale a Genova per l'ammissione alla A. Una vittoria e due sconfitte (contro Livorno e Toiano Varese) chiudono ogni velleità . Perso però l'abbinamento con l'Alco la terza stagione in B si rivela anche l'ultima, dopo gli infausti spareggi retrocessione. Tornati in C1, nel 1979 disputiamo un nuovo spareggio salvezza a Civitavecchia, battendo La Salle di un punto. Si vivono alcuni anni di anonimato, inaugurando tuttavia il nuovo impianto della palestra Verrio Flacco, ma tocca a Beniamino Scarinci giunto sulla panchina laziale nel 1984, riportare l'entusiasmo dei vecchi tempi. Dopo due tentativi andati a vuoto, nel 1987 al termine di un torneo impeccabile Palestrina torna in B (ora chiamata B2), sotto il segno del figliol prodigo Tomassi. Finale promozione nel 1988 persa però dopo un epico scontro con il Roseto e svanisce il sogno della B1. C'è anche l'esordio di Gianluca Lulli con la maglia arancioverde, ma gli anni Novanta iniziano nella maniera peggiore e arriva la nuova discesa in C1. Sono anni difficili anche per la società che deve salvare la quarantennale tradizione cestistica da una situazione complicata, in due occasioni viene evitato il baratro della C2 e poi finalmente nell'estate del 2001 la svolta: sale al comando Giuseppe Cilia con rinnovati programmi e ambizioni. Al primo anno è subito promozione dalla serie C1, con la squadra letteralmente trascinata da Alejandro Muro, che resterà un altro anno anche in B2. Arriva il tecnico brindisino Binetti, il quale riesce a portare la squadra fino alla semifinale dei play off dove viene però sconfitta in gara 3 da Veroli, dopo averlo battuto 95 a 80 in gara 2 di fronte ad un Palaflacco stracolmo di tifosi. Sorte analoga anche nella stagione successiva, stavolta con stop alle semifinali per mano di Cecina. Arriviamo al 2004-2005, tra le file dei prenestini ci sono mostri sacri come Donato Avenia e Alessandro Angeli, la cavalcata si interrompe soltanto in finale per mano di Atri, ma il sogno della B eccellenza diviene comunque realtà in estate a causa del fallimento di alcune società . Sensazionale il primo anno da matricola, sotto la regia di Maurizio Polidori e con un gruppo affiatato composto solo nelle ultime settimane di mercato. Campionato eccezionale che termina addirittura nei quarti play off, dopo aver ottenuto la salvezza con largo anticipo e finendo al sesto posto in classifica. Ben diversa la sorte nel 2006-2007, un'annata disgraziata che vede anche la partenza di Avenia e una serie negativa di risultati che portano il sodalizio laziale a una mesta retrocessione in B2. Nella stagione attuale la Tlc Palestrina ha raggiunto il traguardo della promozione nella serie A dilettanti dopo una serie play off fantastica che le ha visto superare di slancio GualdoTadino, Genova ed in finale la Russo Cagliari. la TLC ITALIA Palestrina è stata guidata a questa magnifica vittoria da una coppia di coach inediti nel campo cestitico nazionale, padre e figlia, Flavio Cecconi indimenticato giocatore e allenatore con svariate promozioni alle spalle è stato infatti coadiuvato dalla figlia Rossella. Il merito principale della vittoria è sicuramente da attribuire alla società Prenestina che in questo campionato ha preso decisioni importanti quali i tagli di tre giocatori nel mese di dicembre 2007 e poi l'esonero del coach Maurizio Polidori ad appena tre giornate dal termine del campionato, ricordiamo qui di seguito gli artefici di questa splendida avventura: Giuseppe Cilia, Luca Macarra, Luigi Braghese, Simone Simonetti, Carmelo Mattei, Antonio Vitale, Mauro Braghese, Agapito Fornari, Giovanni Fazzino, Giulio Rosicarelli, Stefano Emili, Mario Scaramella, Fabio Ilardi. [modifica] Collegamenti esterni |
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