Senilità

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Con senilità (più volgarmente detta anzianità o vecchiaia) ci si riferisce alle età prossime al termine della vita media degli esseri umani, l'ultima parte del ciclo vitale umano. Vengono usati vari eufemismi per indicare le persone in età senile. Le persone anziane hanno limitate capacità rigenerative e sono più vulnerabili a disturbi, malattie e sindromi rispetto agli altri adulti.

Indice

[modifica] Definizione

La senilità non può essere definita con precisione poiché questo concetto non ha lo stesso significato in tutte le società. In molte parti del mondo, gli individui vengono considerati anziani in seguito a certi cambiamenti nella loro attività o nel loro ruolo sociale, come ad esempio quando diventano nonni, o quando per l'avanzare dell'età si trovano costretti a svolgere mansioni diverse e/o a diminuire i ritmi di lavoro.

Tendenzialmente si crede che a 65 anni inizi la vecchiaia perché i lavoratori iniziano a ritirarsi dal lavoro percependo una pensione sociale. Nel mondo, il numero degli ultra-sessantacinquenni è in aumento più che mai; per lo più questa crescita è concentrata nei paesi in via di sviluppo. Essa è sicuramente anche simbolo positivo sulla qualità della vita dei cittadini, ma contemporaneamente crea una serie di esigenze e problemi da affrontare per evitare gravi conseguenze socio-economiche in prospettiva futura.

Durante la vecchiaia l'intero organismo diventa più debole e meno efficiente rispetto alla giovinezza: le ossa diminuiscono di dimensioni e densità, la pelle perde di elasticità, diventando più rugosa, e si assottiglia; i capelli si diradano ed imbiancano; le capacità escretorie dei reni diventano inferiori; il gusto, l'udito, la vista possono peggiorare; l'indurimento delle arterie ed il deposito di grassi nei vasi sanguigni rende più difficile la circolazione sanguigna; la fertilità, soprattutto quella femminile, decresce.

[modifica] Situazione

[modifica] Stati Uniti

Partita nel 2003, in America l’età minima per percepire la pensione sociale salirà gradatamente per arrivare nel 2027 ai 67 anni.
La percentuale della popolazione con 65 anni è aumentata dal 4% del 1900 al 13% del 1990. Nel 1900 solo 3 milioni della popolazione americana aveva 65 anni. Nel 1998 il numero dei “senior” era intorno ai 34 milioni.
Esperti demografici stimano che nel 2020 saranno circa 50 milioni di americani ad avere più di 65 anni, circa il 17% della popolazione.
Negli anni 90 l’aspettativa di vita era 80 anni per le donne e 73 per gli uomini. Le donne americane che avevano 65 anni nel 1990 possono aspettarsi di vivere altri 19 anni circa, gli uomini invece 16.

[modifica] Europa

L’invecchiamento della popolazione europea è in graduale aumento e dati dell’Eurostat avvertono che si potrebbe arrivare ad una riduzione della “crescita potenziale” annua del PIL europeo, dall’attuale 2-2,5% all’1,5% nel 2025, fino all’1,25% nel 2040.
Il rapporto tra la popolazione di età inferiore ai 15 anni o che abbia compiuto almeno 65 anni, da un lato, e la popolazione compresa tra i 14 e i 64 anni, dall’altro, passerà dal 49% del 2005 al 66% nel 2030.
In particolare, nel periodo 2005-2050, la fascia di età tra 55 e 65 anni (cioè i lavoratori anziani) aumenterà dell’8,7 %, mentre il numero di individui nella fascia di età compresa tra 65 e 79 anni (le persone anziane) raggiungerà il 44%, e quello delle persone molto anziane (aventi almeno 80 anni) aumenterà di una percentuale pari al 180%.
Sono tre i fattori rilevanti: una bassa fecondità, il progressivo allungamento della vita media e il sempre maggiore numero di persone di età superiore ai 65 anni, nell’ottica di quella generazione del dopo guerra definita baby-boom che andrà a incrementare la schiera di persone anziane.
In molti casi l’apporto dell’immigrazione è riuscito a compensare alcuni effetti negativi dell’invecchiamento, contrastando la denatalità e sostenendo la crescita della popolazione.
Dai rapporti ISTAT intorno al 2010 le persone con più di 65 anni saranno pari 20,5%, in crescita rispetto al 2005 di un punto percentuale, nel 2020 sarà il 23,2%, nel 2030 il 27% e nel 2050 arriverà al 33,6%.

[modifica] Italia

Nessun Paese dell’Europa Occidentale ha un tasso di nascite per donna che corrisponda al livello minimo di mantenimento della popolazione (2,1 figli per donna) indicato dai demografi. L’Italia, se non fosse per le nascite registrate negli ospedali dei figli d’immigrati residenti ma non cittadini italiani, si avvierebbe a diventare il Paese del mondo con il minor numero di nati con un tasso di 1,2.

[modifica] Cosa fare

La Confederazione Europea dei Sindacati (CES) e la FERPA (Federazione europea dei pensionati e delle persone anziane) ritengono che bisognerà affrontare non una crisi, ma piuttosto un nuovo ciclo demografico, che crea nuove opportunità per la società.
Occorrerà modernizzare le istituzioni sociali, economiche e del lavoro: più posti di lavoro di migliore qualità, un mercato del lavoro che sia più inclusivo (in particolare per giovani, donne e lavoratori anziani) con maggior flessibilità di orari, un’istruzione e una formazione efficaci, una società insomma più aperta a tutti.
La spesa sociale dovrà essere considerata come un investimento e non come un costo o un onere che pesa sulla competitività economica.
A tal proposito la Commissione europea ha recentemente pubblicato "The demographic future of Europe, from challenge to opportunity", un testo su cui si aprirà un confronto con le parti sociali, proponendo cinque punti contro “la bomba demografica” dovuta all’invecchiamento:

  • aiutare i lavoratori ad equilibrare la vita professionale, familiare e privata in modo che i potenziali genitori possano avere il numero di figli che desiderano;
  • migliorare le opportunità di lavoro per i lavoratori anziani;
  • aumentare la produttività valorizzando il contributo apportato sia dai lavoratori anziani sia da quelli giovani;
  • sfruttare l'impatto positivo dell'immigrazione sul mercato del lavoro;
  • garantire finanze pubbliche sostenibili per garantire la protezione sociale.

Diversi governi offrono la pensione di vecchiaia o la possibilità di un riscattabile piano pensionistico.

Nella cultura occidentale ci sono ancora molti pregiudizi sugli anziani e discriminazioni, ossia l’ageismo (Butler USA 1960) il pensiero secondo cui chiunque abbia raggiunto una età anagrafica avanzata è considerato anziano.

La gerontologia studia il processo di invecchiamento e la geriatria studia le malattie che affliggono gli anziani.

[modifica] Voci correlate

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