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SenilitàCon senilità (più volgarmente detta anzianità o vecchiaia) ci si riferisce alle età prossime al termine della vita media degli esseri umani, l'ultima parte del ciclo vitale umano. Vengono usati vari eufemismi per indicare le persone in età senile. Le persone anziane hanno limitate capacità rigenerative e sono più vulnerabili a disturbi, malattie e sindromi rispetto agli altri adulti.
[modifica] DefinizioneLa senilità non può essere definita con precisione poiché questo concetto non ha lo stesso significato in tutte le società. In molte parti del mondo, gli individui vengono considerati anziani in seguito a certi cambiamenti nella loro attività o nel loro ruolo sociale, come ad esempio quando diventano nonni, o quando per l'avanzare dell'età si trovano costretti a svolgere mansioni diverse e/o a diminuire i ritmi di lavoro. Tendenzialmente si crede che a 65 anni inizi la vecchiaia perché i lavoratori iniziano a ritirarsi dal lavoro percependo una pensione sociale. Nel mondo, il numero degli ultra-sessantacinquenni è in aumento più che mai; per lo più questa crescita è concentrata nei paesi in via di sviluppo. Essa è sicuramente anche simbolo positivo sulla qualità della vita dei cittadini, ma contemporaneamente crea una serie di esigenze e problemi da affrontare per evitare gravi conseguenze socio-economiche in prospettiva futura. Durante la vecchiaia l'intero organismo diventa più debole e meno efficiente rispetto alla giovinezza: le ossa diminuiscono di dimensioni e densità, la pelle perde di elasticità, diventando più rugosa, e si assottiglia; i capelli si diradano ed imbiancano; le capacità escretorie dei reni diventano inferiori; il gusto, l'udito, la vista possono peggiorare; l'indurimento delle arterie ed il deposito di grassi nei vasi sanguigni rende più difficile la circolazione sanguigna; la fertilità, soprattutto quella femminile, decresce. [modifica] Situazione[modifica] Stati UnitiPartita nel 2003, in America l’età minima per percepire la pensione sociale salirà gradatamente per arrivare nel 2027 ai 67 anni. [modifica] EuropaL’invecchiamento della popolazione europea è in graduale aumento e dati dell’Eurostat avvertono che si potrebbe arrivare ad una riduzione della “crescita potenziale” annua del PIL europeo, dall’attuale 2-2,5% all’1,5% nel 2025, fino all’1,25% nel 2040. [modifica] ItaliaNessun Paese dell’Europa Occidentale ha un tasso di nascite per donna che corrisponda al livello minimo di mantenimento della popolazione (2,1 figli per donna) indicato dai demografi. L’Italia, se non fosse per le nascite registrate negli ospedali dei figli d’immigrati residenti ma non cittadini italiani, si avvierebbe a diventare il Paese del mondo con il minor numero di nati con un tasso di 1,2. [modifica] Cosa fareLa Confederazione Europea dei Sindacati (CES) e la FERPA (Federazione europea dei pensionati e delle persone anziane) ritengono che bisognerà affrontare non una crisi, ma piuttosto un nuovo ciclo demografico, che crea nuove opportunità per la società.
Diversi governi offrono la pensione di vecchiaia o la possibilità di un riscattabile piano pensionistico. Nella cultura occidentale ci sono ancora molti pregiudizi sugli anziani e discriminazioni, ossia l’ageismo (Butler USA 1960) il pensiero secondo cui chiunque abbia raggiunto una età anagrafica avanzata è considerato anziano. La gerontologia studia il processo di invecchiamento e la geriatria studia le malattie che affliggono gli anziani. [modifica] Voci correlate[modifica] Altri progetti[modifica] Collegamenti esterni
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