Scaffolding

Il termine scaffolding, introdotto in psicologia da Jerome Bruner e altri nel 1976 [1], significa letteralmente "impalcatura". Indica quelle strategie di sostegno e quella guida ai processi di apprendimento che consentono di svolgere un compito sebbene non si abbiano ancora le competenze per farlo in autonomia, riuscendovi grazie all'aiuto di un esperto, di un adulto o di un pari più preparato che fornisce indicazioni e suggerimenti, nell'attesa che si riesca a maturare una piena autonomia nello svolgimento del compito.

Le caratteristiche principali dello scaffolding sono da rintracciarsi innanzitutto nell'adeguamento continuo di tale supporto alla zona di sviluppo prossimale (teorizzata da Lev Vygotskij) che il bambino mostra di possedere in un certo momento dello sviluppo, e nella sua progressiva riduzione, fino alla sua scomparsa, quando il bambino è in grado di mettere in atto autonomanente l'abilità o la conoscenza appresa.

Un esempio classico di scaffolding è l'aiuto offerto dall'adulto al bambino che sta imparando a camminare.

[modifica] Note

  1. ^ Wood D., Bruner J. S., Ross G., The role of tutoring in problem solving, in Journal of Child Psychology and Psychiatry, volume 17, Pergamon Press, 1976

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