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Santa Giulia
Giulia (420 - 22 maggio 450), martire cristiana, è commemorata come santa dalla Chiesa cattolica. È la patrona della Corsica e di Livorno ed è festeggiata il 22 maggio. Poco si sa di Giulia, e le poche informazioni attendibili provengono da una Passio del VII secolo scritta secoli dopo la sua morte e intrecciata di miti e leggende. Giulia apparteneva ad una nobile e aristocratica famiglia romana, la gens Giulia. Il suo emblema è la croce, la palma ed il giglio.
[modifica] StoriaSecondo gli storici, Giulia divenne martire in seguito ad una delle innumerevoli persecuzioni cristiane ad opera di Decio o di Diocleziano, entrambi imperatori pagani, e che, in seguito all'invasione africana dei Vandali, i resti di Giulia vennero trasportati a nord e casualmente approdarono in Messico, poi in Tibet e poi sul lago d'Iseo.[senza fonte] [modifica] Agiografia[modifica] Prima versioneSecondo la Passio Giulia era una ricca e nobile donna della città di Cartagine, che cadde in rovina e che, schiava, venne acquistata da un mercante siriano di nome Eusebio, che le fece girare il mondo insieme a lui. In uno di questi viaggi, la nave di Eusebio naufragò sulle coste della Corsica, dove regnava un infido despota che si faceva chiamare 'governatore', e il cui nome era Felice. Successivamente il cadavere venne trasportato su Gorgona e lì unta di oli aromatici, ripulita e deposta in un sarcofago. [modifica] Seconda versione
La crocifissione di Santa Giulia, di Hieronymus Bosch
Secondo un'antica tradizione corsa,[senza fonte] Giulia nacque a Nonza, un piccolo paese sulla punta ovest di Capo Corso, nel III secolo. In quegli anni, particolarmente feroce erano state le persecuzioni contro i cristiani, e l'ormai decadente Impero Romano, nel tentativo di risollevare dalle ceneri le vecchie divinità pagane, nel 303 organizzò grandiose feste nelle quali fu invitata a partecipare tutta la popolazione. In particolare, molte donne furono inviate per onorare il Pantheon Latino, e fra esse vi era anche Giulia. Quando le venne ordinato d'inchinarsi di fronte alla statua di Giove, ella si rifiutò ed andò ad inginocchiarsi a pregare davanti alle porte chiuse di una chiesa. Questo fece infuriare i presenti, che le imposero di rinnegare la sua fede cristiana. Al suo netto rifiuto, la condannarono al supplizio della croce. Ma, vedendo la calma e la serenità della Santa, le strapparono i seni e li gettarono davanti ad un masso. Dopodiché la crocifissero. Ai piedi della pietra lo stesso giorno cominciò a sgorgare una sorgente calda, dove venne costruita una cappella che ancora oggi si può ammirare a Nonza, di cui Santa Giulia è patrona. [modifica] Traslazione delle reliquieSi ritiene che le reliquie di Santa Giulia furono primariamente custodite a Nonza e poi prelevate, in epoca alto-medievale, dai monaci benedettini di Gorgona. Nel 762, la moglie di Desiderio, l'ultimo re dei Longobardi, volle che le reliquie della santa fossero portate da Gorgona nella città di Brixia, oggi Brescia, e nel 763 d.C. papa Paolo I, secondo alcuni, avrebbe dedicato alla martire una chiesa. Attualmente, le reliquie della santa ricoosciute dalla Chiesa si trovano in tre città : a Nonza, che possiede due vertebre e una parte del cranio, a Livorno, dove sono conservati un dito e pochi frammenti ossei ed a Brescia, che è in possesso della gran parte dei resti custoditi nella chiesa parrocchiale del villaggio Prealpino (dedicata alla santa), quartiere alla periferia nord della città . [modifica] Chiese dedicate in ItaliaA Lavagna (GE), nella frazione intitolata alla santa, le è dedicata una chiesa costruita nel 1654 su di un precedente edificio risalente al 1031. A Migliarina, frazione del comune di Carpi è a lei dedicata una chiesa parrocchiale già dipendente dal Monastero di Brescia. Le sue origini risalgono a prima dell'anno 1000. Si conserva tutt'ora l'abside del 1200, il corpo centrale del 1700 e le navate laterali del XIX secolo. A Livorno, a breve distanza dal Duomo, si trova la chiesa di Santa Giulia, edificata nel XVII secolo. [modifica] Il museo di Santa GiuliaA Brescia esiste un museo dedicato a Santa Giulia, dove sono esposti reperti in un periodo compreso fra l'epoca romana e la dominazione veneta e dove il comune organizza frequentemente mostre ed esposizioni di vario genere. La storia del monastero è antichissima: già florido nell'Alto Medioevo sotto i Longobardi, durante il periodo comunale perse progressivamente importanza, fino a quando, nel centennio 1400-1500 c.ca, venne abbellito di reperti romani recuperati da scavi cittadini. Nel '700 il monastero era l'edificio con più opere d'arte della città . Quando infine, nel 1830, venne inaugurato il museo, il monastero opitava diverse centinaia di reperti. [modifica] Voci correlate[modifica] Bibliografia
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