Maurice Merleau-Ponty

Maurice Merleau-Ponty (Rochefort-sur-Mer14 marzo 1908 – Parigi3 maggio 1961) è stato un filosofo francese. ed esponente di primo piano dell'esistenzialismo del Novecento.


Indice

[modifica] Biografia

Dopo gli studi secondari, terminati al liceo Louis-le-Grand di Parigi, Maurice Merleau-Ponty diviene allievo della École normale supérieure, nello stesso periodo di Sartre, e consegue il diploma di laurea in filosofia (agrégé) nel 1930. Dopo il servizio militare inizia la sua carriera di insegnante nei licei. Prima a Beauvais, dal 1930 al 1933, poi a Chartres fino a 1939 e dal 1940 al 1944 a Parigi, al liceo Carnot. Entrato nella Resistenza continua a studiare e a scrivere per il dottorato, che consegue nel 1945. Il dottorato in Lettere 1945 lo ottiene con due libri già molto significativi: La struttura del comportamento (1942) e La fenomenologia della percezione (1945). Nel 1948 è docente all'Università di Lione, ma nel 1949 ottiene la docenza in psicologia e pedagogia alla Sorbona.. Dal 1952 fino alla morte, avvenuta nel 1961, sarà titolare della cattedra di filosofia del Collegio di Francia: diventando il più giovane eletto a una cattedra. È stato anche membro del comitato direttivo della rivista "Les Temps modernes", oltre che editorialista politico, dalla fondazione della rivista nell'ottobre 1945 fino al dicembre 1952. Merleau-Ponty muore per arresto cardiaco la sera del 3 maggio 1961 all'età di 53 anni.

Nella formazione di Merleau-Ponty sono importanti l'influenza dal pensiero di Edmund Husserl, che però egli interpreta in maniera originale, e il rapporto con Sartre, Simone de Beauvori e altri intellettuali della Parigi degli anni '40, coi quali condivide un clima culturale che permea il suo pensiero. Un rapporto però per niente pacifico e spesso conflittuale, che porterà alla fine alla rottura con Sartre e non solo per ragioni politiche ma anche prettamente speculative. Può essere ragionevolmente classificato come un pensatore esistenzialista anche proprio per la sua affinità di fondo con Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir e la sua concezione fondamentalmente heideggeriana dell'essere }}

[modifica] Pensiero

[modifica] Il primato della percezione

Fin dall'epoca de La struttura del comportamento (1942) e La fenomenologia della percezione (1945), Maurice Merleau-Ponty si pone il problema di dimostrare che la percezione non è affatto la risultante di sensazioni atomiche causali; contrariamente a ciò che afferma la tradizione illuministica che inizia da John Locke, la cui concezione atomistico-causale si perpetua in alcune correnti della psicologia contemporanea (cfr. comportamentismo). Secondo Merleau-Ponty la percezione ha piuttosto una dimensione attiva in quanto apertura primordiale, innata e strutturale, al mondo della vita (cfr. Lebenswelt).

In questo senso, e anche per l’idea del carattere morale della percezione, appare rievocata la posizione di Emerson, con la sua etica della percezione come realtà attiva e già intrinsecamente morale.[1]

Secondo una formula della fenomenologia di Edmund Husserl, «ogni coscienza è coscienza di qualche cosa», si impone quindi una distinzione tra l'«atto del pensare» (noesi) e «l'oggetto intenzionale del pensiero» (noema); tale impostazione fa della correlazione noetico-noematica il fondamento stesso della costituzione di ogni analisi della coscienza.

Studiando i manoscritti postumi di Husserl, Merleau-Ponty mostra come vi siano fenomeni non riconducibili alla correlazione noetico-noematica. In particolare Merleau-Ponty evidenzia come non rientrino in questi casi:

  • le autopercezioni corporali (nelle quali si è contemporaneamente corpo-oggetto e corpo-soggetto),
  • la percezione soggettiva del tempo (la coscienza non è né un atto di coscienza né un oggetto di pensiero), e
  • la percezione dell'altro (le prime considerazioni dell'altro in Husserl sembrano condurre al solipsismo).

La distinzione tra noema e noesi non sembra dunque costituire un fondamento irriducibile: può piuttosto comparire ad un livello di analisi più profondo. Di conseguenza Merleau-Ponty rinuncia alla postulazione husserliana (« ogni coscienza è coscienza di qualche cosa ») e sviluppa la tesi secondo la quale « ogni coscienza è coscienza percettiva ». Egli definisce così uno sviluppo teorico alternativo all'interno della fenomenologia, indicando che la concettualizzazione deve essere riesaminata alla luce di un primato della percezione.

[modifica] Quadro generale dell'opera

[modifica] La corporeità

René Descartes (Cartesio)
René Descartes (Cartesio)

Partendo dallo studio della percezione, Merleau-Ponty giunge alla conclusione che il corpo proprio non è solamente una cosa, un potenziale oggetto di studio della scienza, ma è anche la condizione necessaria dell'esperienza: il corpo costituisce l'apertura percettiva al mondo. Per così dire, il primato della percezione significa un primato dell'esperienza, nel momento in cui la percezione riveste un ruolo attivo e costitutivo.

Lo sviluppo di suoi lavori instaura quindi un'analisi che riconosce sia una dimensione corporea della coscienza sia una sorta di intenzionalità del corpo. L'argomentazione è in netto contrasto, di fatto, con l'ontologia dualista delle categorie corpo-spirito di René Descartes (un pensatore che riveste per Merleau-Ponty un'importanza particolare, malgrado le evidenti divergenze che li separano). Comincia quindi uno studio dell'incarnazione dell'individuo nel mondo, cercando di sormontare tra una pura libertà ed un puro determinismo, come anche di superare il divario tra il corpo-per-sè ed il corpo-per-altri.

[modifica] Il linguaggio

Pertanto la corporeità ha una dimensione espressiva intrinseca, fondamentale per la costituzione dell'ego: è una delle conclusioni de La struttura del comportamento sulla quale Merleau-Ponty ritornerà continuamente nei successivi lavori. Seguendo questo filone, egli procede all'analisi delle modalità con cui un soggetto incarnato realizza attività che superano il livello organico, come nel caso delle attività intellettuali e tutto ciò che pertiene la vita culturale.

Egli considera dunque attentamente il linguaggio in quanto nocciolo della cultura, esaminando soprattutto i legami fra lo sviluppo del pensiero e del senso, arricchendo contemporaneamente la sua prospettiva, non solo attraverso l’analisi dell’acquisizione del linguaggio e dell’espressività del corpo, ma anche prendendo in considerazione le patologie del linguaggio, nei campi della pittura, il cinema, gli utilizzi letterari del linguaggio e la poesia.

Si può notare che questa preoccupazione per il linguaggio include fin dal principio una cosiderazione delle espressioni rilevanti della sfera artistica, come testimonia La struttura del comportamento che contiene tra l'altro un passaggio sul pittore el Greco (p. 219 sgg.) prefigurando i propositi che sviluppa nel 1945 in Il dubbio di Cézanne, in seguito alle considerazioni della Fenomenologia della percezione.

In tale misura, il lavoro che realizza quando si occupa del corso di Psicologia del bambino e di Pedagogia all'Università della Sorbona non è un intermezzo alle sue preoccupazione filosofiche e fenomenologiche, ma rappresenta piuttosto un momento significativo dello sviluppo delle sue riflessioni.

Come indicano gli appunti dei suoi corsi alla Sorbona, durante questo periodo Merleau-Ponty mantiene un dialogo tra la fenomenologia e i diversi lavori realizzati in psicologia, sempre ritornando sullo studio dell'acquisizione del linguaggio da parte del bambino, oltre a sfruttare ampiamente l'apporto dei lavori di linguistica di Ferdinand de Saussure e a lavorare sulla nozione della struttura mediante una discussione dei lavori inpsicologia, in linguistica ed in antropologia sociale.

[modifica] Le arti

E' importante precisare che l'attenzione che Merleau-Ponty ha per le diverse forme d'arte (visive, plastiche, letterarie, poetiche, etc.) non dipende affatto dalle problemtiche intorno al bello, né è orientata all'elaborazione di criteri normativi sull'arte. Perciò non è possibile trovare nei suoi lavori una teoria su cosa costituirebbe un capolavoro, un'opera d'arte o un manufatto artigianale. Il suo obiettivo è prima di tutto analizzare le strutture invarianti che stanno alla base dell'espressività, affiancando alle proprie considerazioni sul linguaggio un'attenzione particolare al lavoro degli artisti, dei poeti e degli scrittori. Tuttavia, malgrado non stabilisca dei criteri normativi sull'arte in quanto tale, nelle sue opere Merleau-Ponty mantiene una distinzione prevalente tra espressione prima ed espressione seconda, teorizzata tra l'altro nella Fenomenologia della percezione (p. 207 dell'edizione francese, seconda nota a pie' di pagina), e ripresa talvolta con i termini di linguaggio parlato e linguaggio parlante (La prose du monde, p. 17-22). Il linguaggio parlato (o espressione seconda) rinvia al nostro bagaglio linguistico, all'eredità culturale che abbiamo acquisito, nonché alla massa bruta del rapporto dei segni e delle significazioni. Il linguaggio parlante (o espressione prima) è il linguaggio in quanto formalizzazione di un senso, il linguaggio nel momento in cui procede alla realizzazione di un pensiero, al momento in cui si fa realizzazione di senso. Quest'ultimo è il linguaggio che interessa Merleau-Ponty nel momento in cui tratta della natura della produzione e della recezione delle espressioni: un soggetto che implica anche un'analisi dell'azione, dell'intenzionalità, della percezione, nonché dei rapporti tra la libertà e le determinazioni esterne.

Les joueurs de cartes, Paul Cézanne
Les joueurs de cartes, Paul Cézanne

[modifica] La storia e l'intersoggettività

Sia i suoi lavori sulla corporeità che quelli sul linguaggio rivelano l'importanza, per la comprensione dell'espressività, del radicamento dell'individuo nel cuore del mondo vissuto. O meglio, questo radicamento include le dimensioni della storicità e dell'intersoggettività, che egli si sforza dunque di rendere intelligibili.

Il problema filosofico di fondo in Merleau-Ponty è quello del relazionarsi dell'uomo al mondo nella sua totalità, come natura e come altro da sé specchiato in sé. L'uomo è una coscienza inserita in un tutto e il rapporto tra il sé e il tutto è l'orizzonte esistenziale in cui il filosofo francese si pone.

Merleau-Ponty si oppone fortemente a concepire l'anima e il corpo separatamente. Essi sono soltanto le "modalità" dl comportamento, o meglio i "livelli" percettivi che possono far pensare a una separazione che in realtà non esiste. Si legga:

« La distinzione tanto frequente di psichico e somatico trova luogo in patologia, ma non può servire alla conoscenza dell'uomo normale, cioè dell'uomo integrato, perché per esso i processi somatici non si svolgono isolatamente ma sono inseriti in un raggio di azione più ampio.  »
(La struttura del comportamento, Bompiani, Milano 1963, p.292 )

In La struttura del comportamento egli afferma in definitiva che il vero problema filosofico sta nel saper distinguere tra ciò che è struttura e ciò che è significato. L'altro da me, essendo strutturato come me, mi è accessibile purchè io sappia cogliere il "significato" del suo comportamento.

Come punto di partenza per la considerazione della storia dell'intersoggettività, egli sottolinea che l'individuo non è né soggetto - giacché egli fa parte di un universo socio-culturale e linguistico già strutturato -, né prodotto (poiché egli partecipa alle istituzioni già strutturate di cui si è detto, e vi influisce per l'uso che ne fa, compreso (ad esempio) ciò che egli trae dal linguaggio convenzionale per plasmare un modello di studio per la comprensione di questi medesimi fenomeni (come Merleau-Ponty rilevò nel dossier di studi presentati per la sua candidatura al Collège de France.

Il retaggio husserliano è fortemente presente in La fenomenologia della percezione dove egli scrive:

«  Riflettere autenticamente significa darsi a se stesso, non come una soggettività oziosa e recondita, ma come ciò che si identifica con la mia presenza al mondo e agli altri come io la realizzo adesso. Io sono come mi vedo, un campo intersoggettivo, non malgrado il mio corpo e la mia storia, ma perché io sono questo corpo e questa situazione storica per mezzo di essi  »
(Phénomenologie de la perception, Gallimard, Paris 1945, p.515 )

[modifica] Le scienze

Nei confronti delle scienze, ammesso e non concesso che Merleau-Ponty cerchi un rapporto con esse, vi è indifferenza e sottovalutazione. Come per Husserl, la scienza non serve per capire la realtà del mondo, di cui ne formirebbe solo un'immagine superficiale.

[modifica] La psicologia

Per quanto riguarda la psicologia Merleau-Ponty occupa un posto importante, perché egli pone nell'esistere un un suo fondamento strutturale pre-esperienziale. La percezione di per sé non è attendibile perché ambigua, perché il soggettivo e l'oggettivo sono già sempre pre-integrati nella struttura ontica, che è nello stesso tempo anche psicologica ed esistenziale. Se è vero che Merleau-Ponty si è dimostrato sempre attento agli studi di psicologia, la maggioranza degli specialisti della storia di questa disciplina riconoscono che è altrettanto vero che le sue opere hanno avuto un effettivo impatto a livello delle ricerche in psicologia. "La Struttura del Comportamento" (1942) prende in considerazione un ampio ventaglio di ricerche sperimentali dell'epoca per mostrare le molteplici difficoltà con cui si sono dovute confrontare alcune di queste opere, in particolare quelle del behaviourismo (comportamentismo), dovute ai presupposti ontologici su cui implicitamente queste si fondano. Ma, per contro, egli dimostra pure che i dati sperimentali della psicologia mettono in evidenza certi problemi propri dell'epistemologia e della filosofia delle scienze dell'epoca.

[modifica] La sociologia e l’antropologia

Nell'atteggiamento di Merleau-Ponty sotto il profilo socio-antropologico si deve tener presente il suo forte interesse per lo strutturalismo, espresso in parte da Marcel Mauss e soprattutto da Claude Lévi-Strauss, con cui ha avuto modo di confrontarsi direttamente. In ogni caso i suoi contributi sono stati notevoli e ripresi da altri studiosi posteriori che hanno sviluppato e approfondito iul suo concetto di percezione anche in senso sociologico.

[modifica] Il pensiero politico

Il pensiero politico di Merleau-Ponty non si situa né ad un livello di elaborazione teorica di una filosofia politica propriamente detta, né ad un livello di una cronaca dell'attualità e dei suoi eventi politici. L’elaborazione del suo pensiero politico procede in un va e vieni dentro questi livelli. Non si preoccupa, men che meno secondo i suoi desideri, né di appiattire una teoria sugli avvenimenti contingenti, facendo derivare le azioni intraprese partendo da principi politico-morali, né di reagire ad ogni avvenimento come se fosse privo di una dimensione filosofica.

La sua visione del marxismo consiste in una rilettura di esso in chiave umanistica, tale da reagire ai massimalismi schematici e dottrinari che lo caratterizzano, specialmente nella versione sovietica o sovietizzante. Egli dubita persino che il materialismo storico nella sua attualizzazione sia conforme a Marx. Nella politica "reale" egli vede il conflitto tra capitalismo e socialismo ormai solo come convenzionale e retorico. Nella realtà egli vede una prassi politica corrente ormai fatta di opportunità e di tatticismi furbeschi, con i quali i grandi temi rivoluzionari sarebbero stati traditi e dimenticati.

Egli pubblica Umanesimo e terrore (1947) e Le Avventure della dialettica (1955), opere che, oltre a contenere il profilo di una filosofia della storia, affrontano l’interpretazione del marxismo, senza per altro aderire ad una qualsiasi dottrina. Egli pubblica anche parecchi articoli di contenuto politico su vari giornali, come pure sulla rivista Les Temps modernes di cui è l’editorialista politico fino alle sue dimissioni, nel dicembre 1952, dovute a divergenze d’opinione relative sia alle prospettive di impegno sociale degli intellettuali che alle posizioni politiche di Sartre, come ne è testimonianza il materiale Sartre, Merleau-Ponty : Le lettere di una rottura (in Parcours deux, 2000).

[modifica] Voci correlate

[modifica] Lista dettagliata delle opere

1942

La structure du comportement, Paris, Presses Universitaires de France, collection « Bibliothèque de Philosophie contemporaine », 1942, 248 pages. (Rédaction terminée en 1938; Première publication en 1942 dans la collection « Bibliothèque de Philosophie contemporaine » ; nouvelle édition précédée de Une philosophie de l'ambiguïté de Alphonse De Waelhens à partir de 1990, dans la collection « Quadrige »).

1945

Phénoménologie de la perception, Paris, Éditions Gallimard, collection « Bibliothèque des Idées », 1945, 531 pages. (Première publication en 1945 dans la collection « Bibliothèque des Idées » ; dans la collection « Tel » à partir de 1976).

1947

Humanisme et terreur. Essais sur le problème communiste, Paris, Éditions Gallimard, 1947, 206 pages.

1955

Les aventures de la dialectique, Paris, Éditions Gallimard, 1955, 322 pages.

1960

Propos: I. La politique paranoïaque; II. Marxisme et superstition; III. L’URSS et les camps; IV. Les papiers de Yalta; V. L’avenir de la révolution; VI. Sur la déstalinisation; VII. Sur l’érotisme; VIII. Sur les faits divers; IX. Sur Claudel; X. Sur l’abstention; XI. Sur l’Indochine; XII. Sur Madagascar; XIII. Sur le 13 mai 1958; XIV. Demain…, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 309 à 435. (Première publication, respectivement dans: I. Les Temps modernes, 4-34, 1948, sous le titre Communisme et anticommunisme ; II. Les Temps modernes, 5-50, 1949, sous le titre Commentaire (à propos de Georg Lukács) ; III. Les Temps modernes, 5-51, 1949, sous le titre Les Jours de notre vie ; IV. L’Express, 9 avril 1955, sous le titre Le marxisme est-il mort à Yalta? ; V. L’Express, 27 août 1955; VI. L’Express, 23 novembre 1956; VII. L’Express, 16 octobre 1954, sous le titre Le Libertin est-il un philosophe ? ; VIII. L’Express, 18 décembre 1954, sous le titre Le goût pour les faits divers est-il malsain ? ; IX. L’Express, 5 mars 1955; X. 1955; XI. Les Temps modernes, 2-18, 1947, sous le titre Indochine S.O.S. ; XII. L’Express, 21 août 1958, entrevue accordée suite à un séjour à Madagascar en octobre et novembre 1957; XIII. Le Monde, 5 juin 1958, sous le titre Du moindre mal à l’union sacré ; XIV. L’Express, 3 juillet 1958, sous le titre La Démocratie peut-elle renaître en France ?).

L’homme et l’adversité, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 284 à 308.(Texte d’une conférence prononcée aux Rencontres Internationales de Genève, le 10 septembre 1951; ce texte a été publié, en 1951, sous le titre La connaissance de l’homme au XXe siècle, dans l’ Acte du colloque Rencontres Internationales de Genèves, Éditions de la Baconnière).

Note sur Machiavel, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 267 à 283. (Texte d'une conférence présentée en septembre 1949, au Congrès Umanesimo e scienza politica, Rome-Florence).

Lecture de Montaigne, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 250 à 266. (Première publication en 1947, dans la revue Les Temps modernes, volume 3, numéro 27).

Einstein et la crise de la raison, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 242 à 249. (Première publication dans L'Express du 14 mai 1955).

Bergson se faisant, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 229 à 241. (Texte d'une conférence en hommage à Bergson, à la séance de clôture du Congrès Bergson tenu du 17 au 20 mai 1959; première publication en 1960 dans le Bulletin de la Société Française de philosophie, numéro 54).

Le philosophe et son ombre, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 201 à 228. (Première publication en 1959 dans Herman Leo Van Breda (éd.) et Jacques TAMINIAUX (éd.), Edmund Husserl 1859-1959, Éditions Martinus Nijhoff).

Partout et nulle part, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 158 à 200. (Première publication en 1956 dans Maurice Merleau-Ponty (éd.), Les philosophes célèbres, Éditions Lucien Mazenod).

De Mauss à Claude Lévi-Strauss, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 143 à 157. (Première publication en 1959, dans La Nouvelle Revue Française, volume 7, numéro 82).

Le philosophe et la sociologie, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 123 à 142. (Première publication en 1951 dans Cahiers Internationaux de Sociologie, numéro 10).

Sur la phénoménologie du langage, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 105 à 122. (Texte d’une communication faite en 1951 au premier Colloque international de Phénoménologie, à Bruxelles; première publication en 1952 dans Herman Leo Van Breda (éd.), Problèmes actuels de la phénoménologie, Éditions Desclée de Brouwer).

Le langage indirect et les voix du silence, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 49 à 104. (Première publication en deux parties dans la revue Les Temps modernes, volumes 7-8, numéros 80-81, juin-juillet 1952),

Préface, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 7 à 47.

Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, 438 pages.

Éloge de la philosophie. Et autres essais, Paris, Éditions Gallimard, collection « Folio/Essais », 1960, 208 pages. (première édition en 1964 aux Éditions Gallimard comprenant seulement Éloge de la philosophie ; dans la collection « Folio/Essais » à partir de 1985 avec l'ajout des Autres essais. Ces autres essais sont: Sur la phénoménologie du langage, Le philosophe et la sociologie, De Mauss à Claude Lévi-Strauss, Partout et nulle part, Le philosophe et son ombre, Bergson se faisant, Einstein et la crise de la raison, Lectures de Montaigne, Notes sur Machiavel. Ces « autres essais » font tous aussi partie de Signes ; voir ci-dessous).

1964

Le visible et l’invisible, 1964. > Réédition ultérieure, voir détails (et son historique de publication) section 1979

L’œil et l’esprit, 1964. > Réédition ultérieure, voir détails (et son historique de publication) section 1985

1966

Sens et non-sens, 1966. > Réédition ultérieure, voir détails (et son historique de publication) section 1996

1968

Recherches sur l’usage littéraire du langage. Cours du lundi, 1952-1953, dans Maurice Merleau-Ponty, Résumés de cours. Collège de France, 1952-1960, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1968, pages 22 à 30.

Le monde sensible et le monde de l’expression. Cours du jeudi, 1952-1953, dans Maurice Merleau-Ponty, Résumés de cours. Collège de France, 1952-1960, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1968, pages 9 à 21.

Résumés de cours. Collège de France, 1952-1960, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1968, 182 pages.

1969

La prose du monde, 1969. > Réédition ultérieure, voir détails (et son historique de publication) section 1992

1975

Les relations avec autrui chez l’enfant, Paris, Centre de Documentation Universitaire, 1975, 81 pages.

1979

Notes de travail, dans Maurice Merleau-Ponty, Le visible et l’invisible, texte établi par Claude LEFORT, Paris, Éditions Gallimard, collection « Tel », 1979, pages 217 à 328.

L’entrelacs – le chiasme, dans Maurice Merleau-Ponty, Le visible et l’invisible, texte établi par Claude LEFORT, Paris, Éditions Gallimard, collection « Tel », 1979, pages 172 à 204.

Interrogation et intuition, dans Maurice Merleau-Ponty, Le visible et l’invisible, texte établi par Claude LEFORT, Paris, Éditions Gallimard, collection « Tel », 1979, pages 142 à 171.

Interrogation et dialectique, dans Maurice Merleau-Ponty, Le visible et l’invisible, texte établi par Claude LEFORT, Paris, Éditions Gallimard, collection « Tel », 1979, pages 75 à 141.

Réflexion et interrogation, dans Maurice Merleau-Ponty, Le visible et l’invisible, texte établi par Claude LEFORT, Paris, Éditions Gallimard, collection « Tel », 1979, pages 17 à 74.

Le visible et l’invisible, texte établi par Claude LEFORT, Paris, Éditions Gallimard, collection « Tel », 1979, 360 pages. (Première publication en 1964 aux Éditions Gallimard dans la collection « Bibliothèque des Idées » ; dans la collection « Tel » à partir de 1979).

1985

L’œil et l’esprit, Paris, Éditions Gallimard, collection « Folio/Essais », 1985, 93 pages. (Première publication dans la revue Art de France, volume 1, numéro 1, janvier 1961; première édition en 1964 aux Éditions Gallimard; dans la collection « Folio/Essais » à partir de 1985).

1988

L’expérience d’autrui, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 539 à 570.

Méthode en psychologie de l’enfant, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 464 à 538.

Les sciences de l’homme et la phénoménologie, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 397 à 464.

Les relations avec autrui chez l’enfant, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 303 à 396.

Psycho-sociologie de l'enfant, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 245 à 302.

Structure et conflits de la conscience enfantine, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 171 à 244.

La conscience et l’acquisition du langage, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 9 à 88.

Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, 576 pages. (Réédité en 2001 sous le titre Psychologie et pédagogie de l’enfant. Cours de Sorbonne 1949-1952, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 576 pages; conserve la même pagination).

1992

L’expression et le dessin enfantin, dans Maurice Merleau-Ponty, La prose du monde, texte établi par Claude LEFORT, Paris, Éditions Gallimard, collection « Tel », 1992, pages 204 à 211.

La perception d’autrui et le dialogue, dans Maurice Merleau-Ponty, La prose du monde, texte établi par Claude LEFORT, Paris, Éditions Gallimard, collection « Tel », 1992, pages 182 à 203.

L’algorithme et le mystère du langage, dans Maurice Merleau-Ponty, La prose du monde, texte établi par Claude LEFORT, Paris, Éditions Gallimard, collection « Tel », 1992, pages 161 à 181.

Le langage indirect, dans Maurice Merleau-Ponty, La prose du monde, texte établi par Claude LEFORT, Paris, Éditions Gallimard, collection « Tel », 1992, pages 66 à 160.

La science et l’expérience de l’expression, dans Maurice Merleau-Ponty, La prose du monde, texte établi par Claude LEFORT, Paris, Éditions Gallimard, collection « Tel », 1992, pages 15 à 65.

Le fantôme d’un langage pur, dans Maurice Merleau-Ponty, La prose du monde, texte établi par Claude LEFORT, Paris, Éditions Gallimard, collection « Tel », 1992, pages 7 à 14.

La prose du monde, texte établi par Claude Lefort, Paris, Éditions Gallimard, collection « Tel », 1992, 211 pages.(Première édition en 1969 aux Éditions Gallimard; dans la collection « Tel » à partir de 1992).

1995

La nature. Notes de cours du Collège de France, textes établis et annotés par Dominique Séglard, Paris, Éditions du Seuil, collection « Traces écrites », 1995, 380 pages.

1996

Le héros, l'homme, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 221 à 226. (Première publication le 1er février 1946 dans Action, numéro 74, sous le titre Le culte du héros ; édité en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

Foi et bonne foi, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 209 à 220. (Première publication en 1946 dans Les Temps modernes, volume 1, numéro 5 (février) ; édité en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

Pour la vérité, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 186 à 208. (Première publication en avril 1946 (écris en novembre 1945) dans Les Temps modernes, volume 1, numéro 4 (janvier) ; édité en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

La guerre a eu lieu, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 169 à 185. (Première publication en avril 1945 (écris en juin) dans Les Temps modernes, volume 1, numéro 1 (octobre) ; édité en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

Marxisme et philosophie, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 152 à 166. (Première publication en avril 1946 dans Revue internationale, volume 1, numéro 6 (juin-juillet) ; édité en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

Autour du marxisme, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 120 à 151. (Première publication en 1946 dans Fontaine, volume 5, numéros 48-49 (janvier-février) ; édité en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

La métaphysique dans l'homme, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 102 à 119. (Première publication en 1947 dans Revue de métaphysique et de morale, volume 52, numéros 3-4 (juillet-octobre) ; édité en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

La querelle de l'existentialisme, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 88 à 101. (Première publication en novembre 1945 dans Les Temps modernes, volume 1, numéro 2; édité en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

L'existentialisme chez Hegel, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 79 à 87. (Première publication en avril 1946 dans Les Temps modernes, volume 1, numéro 7; édité en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

Le cinéma et la nouvelle psychologie, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 61 à 75. (Texte d’une conférence donnée à l’Institut des hautes études cinématographiques le 13 mars 1945; première publication en novembre 1947 dans la revue Les Temps modernes, volume 3, numéro 26; édité en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

Un auteur scandaleux, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 53 à 60. (Première publication le 6 décembre 1947 dans le Figaro littéraire, volume 2, numéro 85, sous le titre Jean-Paul Sartre, ou un auteur scandaleux ; édité en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

Le roman et la métaphysique, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 34 à 52. (Première publication dans la revue Cahiers du Sud, volume 22, numéro 270, mars-avril 1945; édité en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

Le doute de Cézanne, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 13 à 33. (Première publication dans la revue Fontaine, volume 8, numéro 47, décembre 1945; édité en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

Sens et non-sens, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, 226 pages. (Première édition en 1966 aux Éditions Nagel; nouvelle édition avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).

Le primat de la perception et ses conséquences philosophiques. 1946, dans Maurice Merleau-Ponty, Le primat de la perception et ses conséquences philosophiques, Lagrasse, Éditions Verdier, 1996, pages 39 à 104. (Première publication dans le Bulletin de la Société française de philosophie, tome XLI, no. 4, octobre-décembre 1947).

La Nature de la perception. 1934, dans Maurice Merleau-Ponty, Le primat de la perception et ses conséquences philosophiques, Lagrasse, Éditions Verdier, 1996, pages 15 à 38.

Projet de travail sur la nature de la perception. 1933, dans Maurice Merleau-Ponty, Le primat de la perception et ses conséquences philosophiques, Lagrasse, Éditions Verdier, 1996, pages 9 à 14.

Philosophie et non-philosophie depuis Hegel. Cours de 1960-1961, dans Maurice Merleau-Ponty, Notes de cours. 1959-1961, texte établi par Stéphanie Ménasé, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 269 à 352.

L’ontologie cartésienne et l’ontologie d’aujourd’hui. Cours de 1960-1961, dans Maurice Merleau-Ponty, Notes de cours. 1959-1961, texte établi par Stéphanie Ménasé, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 159 à 268.

La philosophie aujourd’hui. Cours de 1958-1959, dans Maurice Merleau-Ponty, Notes de cours. 1959-1961, texte établi par Stéphanie Ménasé, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 33 à 157.

Notes de cours. 1959-1961, texte établi par Stéphanie Ménasé, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, 401 pages.

1997

L’union de l’âme et du corps chez Malebranche, Biran et Bergson, notes de cours (1947-1948) recueillies et rédigées par Jean Deprun, nouvelle édition revue et augmentée d'un fragment inédit, Éditions J. Vrin, collection « Bibliothèque des Textes Philosophiques », 1997, 136 pages. (Première édition en 1978 aux Éditions J. Vrin).

Les relations avec autrui chez l’enfant, dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours, 1935-1951, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 1997, pages 147 à 229.

Parcours, 1935-1951, édition établie par Jacques PRUNAIR, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 1997, 249 pages.

1998

Notes de cours sur l'origine de la géométrie chez Husserl. Suivi de Recherches sur la phénoménologie de Merleau-Ponty, Paris, Presses Universitaires de France, collection « Épiméthée », 1998, 416 pages.

2000

Notes sur Claude Simon, dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques PRUNAIR, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 310 à 316.

Les écrivains en personne: entretien de Madeleine Chapsal avec Merleau-Ponty, dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunai, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 285 à 301. (Entretien de Merleau-Ponty accordé à Madelaine Chapsal le 17 février 1958; première publication en 1960 dans Les Écrivains en personne, aux Éditions Julliard).

L’œuvre et l'esprit de Freud. Préface à l'ouvrage de Angelo Hesnard, dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 276 à 284. (Première publication en 1960 en Préface à l'ouvrage de Angelo Hesnard intitulé L’œuvre de Freud et son importance pour le monde moderne, aux Éditions Payot).

Deux notes de travail, dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 271 à 272.

La philosophie de l’existence, dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 247 à 266. (Résumé d’une causerie prononcée en 1959 à la Maison canadienne de la cité universitaire de Paris; causerie télédiffusée le 17 novembre 1959 à l’émission Conférence de Radio-Canada; première publication dans la revue Dialogue. Revue canadienne de philosophie/Canadien Philosophical Review, volume 5, numéro 3, 1966).

Sartre, Merleau-Ponty: Les lettres d'une rupture, dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000 pages 129 à 170. (Échange épistolaire entre Sartre et Merleau-Ponty en juillet 1953, comprenant trois lettres et un résumé de conférence; ces documents ont été publiés pour la première fois en avril 1994, dans Le Magazine Littéraire numéro 320, avec une présentation de François Ewald).

Les sciences de l’homme et la phénoménologie, première partie du cours, dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000 pages 49 à 128.

Un inédit de Maurice Merleau-Ponty, dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 36 à 48. (Rapport de Merleau-Ponty remis à Martial Gueroult lors de sa mise en candidature au Collège de France en 1951; première publication dans la Revue de métaphysique et de morale, numéro 4, octobre 1962).

Titres et travaux – Projet d’enseignement, dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 9 à 35. (Dossier produit en 1951 par Merleau-Ponty pour sa mise en candidature au Collège de France).

Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, 379 pages.

2001

Psychologie et pédagogie de l’enfant. Cours de Sorbonne 1949-1952, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2001, 576 pages > Réédition de l'ouvrage paru initialement aux Éditions Cynara en 1988 sous le titre Merleau-Ponty à la Sorbonne Résumé de cours 1949-1952 (conserve la même pagination) ; voir détails section 1988.

2002

Deux inédits sur la musique, dans Chiasmi International. Publication trilingue autour de la pensée de Merleau-Ponty, 2002, nouvelle série, numéro 3, Éditions J. Vrin (France), Éditions Mimesis (Italie), University of Memphis (États-Unis) et Clinamen Press Ltd. (Royaume Unis).

Causeries. 1948, textes établis et annotés par Stéphanie Ménasé, Paris, Éditions du Seuil, collection « Traces écrites », 2002, 77 pages. (Regroupe les textes annotés de sept conférences, sollicitées par la Radio nationale, qui ont originalement été diffusées sur la chaîne Programme national de la Radiodiffusion française (RDF) vers la fin de 1948, pour l'émission Heure de culture française. Les enregistrements de ces conférences sont conservés à l'INA).

2003

L'institution/La passivité. Notes de cours au Collège de France (1954-1955), préface de Claude Lefort, Paris, Éditions Belin, 2003, 304 pages.

[modifica] Note

  1. ^ Vedi Stanley Cavell Cities of Words: Pedagogical Letters on the Register of the Moral Life (Cambridge: Harvard University Press, 2004), p. 389, dove Cavell commenta l'idea della percezione come attività interpretativa in Emerson, di contro agli empiristi.

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