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IdealismoPer idealismo si intende in filosofia una visione del mondo secondo cui tutto ciò che è reale è già contenuto preliminarmente (a priori) nella nostra mente. In senso lato, il termine abbraccia quelle filosofie, come ad esempio il platonismo, che privilegiano la dimensione ideale rispetto a quella materiale, affermando che l'unico vero carattere della realtà sia di ordine spirituale. Nel fare dell'Idea (cioè del pensiero o del Soggetto), il principio primo da cui ha origine la realtà concreta (l'essere o l'oggetto), l'idealismo viene solitamente contrapposto:
[modifica] Accezioni del termineNel senso sopra rammentato la parola "idealismo" viene introdotta nella terminologia filosofica alla metà del Seicento con riferimento particolare al platonismo e alla sua "teoria delle idee". Ma si tratta di un'accezione che ebbe poco seguito in filosofia, in quanto sono prevalsi due significati principali del termine, alludendo, a seconda dei casi:
[modifica] Idealismo gnoseologicoGeorge Berkeley è considerato il primo idealista. Secondo questo filosofo solo le idee sono reali, perché esse est percipi, ossia solo ciò che viene percepito è reale e avere percezioni significa possedere idee. Non va confusa questa percezione "intellettuale" con la percezione "sensibile", ovvero con la percezione come la si intende perlopiù al giorno d'oggi. Infatti la percezione berkeleyana supera il dato sensibile e ci dice invece che ciò che conta sta al di là del dato sensibile (oggi diremmo percepito) e solo chi lo raggiunge può dire di percepire davvero. [modifica] Idealismo romanticoUna delle correnti idealiste più note è quella romantica dell'idealismo tedesco, che pose come fondamento della filosofia l'identificazione tra il mondo reale, naturale e storico, e un principio infinito (Dio). Sviluppatosi in seguito ad una interpretazione idealista di Kant, raggruppa tre filosofi principali, che sono in ordine cronologico: Fichte, Schelling e Hegel. Questa corrente si sviluppa, appunto, dopo l'opera di Kant attraverso una discussione del suo criticismo. I filosofi idealisti infatti negano l'esistenza del noumeno (che era per Kant l'oggetto della mente) affermando così soltanto il fenomeno, ed ottenendo il risultato che può esistere soltanto ciò che è nella nostra coscienza: uno degli elementi più significativi dell'idealismo consiste proprio nel primato della coscienza. Un'altra critica che i filosofi fanno a Kant riguarda il suo "io penso". Kant considerava l'"io penso" come una specie di coscienza che era la condizione senza la quale non potremmo pensare. Gli idealisti tedeschi diranno invece che l'"io penso" è il fondamento di ogni sapere, sia dal punto di vista formale, sia dal punto di vista del contenuto: ad esempio nella filosofia Fichtiana l'"io penso" diventa Io Puro. L'interazione di carattere pragmatico, artistico - creativo o conoscitivo, dell'uomo con la realtà, supera il dualismo kantiano poiché l'uomo appartiene al principio costitutivo e ha a che fare con esso. In un'accezione più ampia vengono considerati idealisti anche alcuni filosofi del Novecento che traggono ispirazione, in forma più o meno accentuata, dall'idealismo romantico (in particolare dal pensiero hegeliano) Fra questi si suole includere anche gli italiani Benedetto Croce e Giovanni Gentile. [modifica] "Idealismo" platonicoAnche la teoria di Platone è stata a volte definita idealismo, per la sua concezione delle idee, ma in maniera non corretta. Le idee di Platone non sono infatti contenute nella mente, ma sono forme superiori conoscibili soltanto dall'intelletto: sono reali, a differenza degli oggetti che l'uomo conosce nella vita di tutti i giorni, i quali non sono che pure ombre di quelle realtà. [modifica] Voci correlate[modifica] Altri progetti
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