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Giovanna di BulgariaGiovanna di Bulgaria, nata Giovanna Elisabetta Antonia Romana Maria di Savoia (Roma, 13 novembre 1907 – Estoril, 26 febbraio 2000), figlia del Re d'Italia Vittorio Emanuele III e della Regina Elena, fu regina di Bulgaria.
[modifica] L'adolescenzaGiovanna crebbe in famiglia con le sorelle e la madre dalla quale ricevette un'educazione classica. [modifica] Il matrimonio
Nel 1927 incontrò per la prima volta il futuro Re di Bulgaria Boris III e il 25 ottobre 1930 ad Assisi si sposarono con rito cattolico.
[modifica] La crisi bulgaraNel 1940 lo Re Boris III riuscì a strappare alla Romania la regione della Dobrugia; nel 1941 durante un viaggio in Germania, accettò di unirsi a Hitler nel secondo conflitto mondiale con l'Italia e il Giappone, ma lo zar, temendo una sollevazione popolare, rifiutò di dichiarare guerra alla Russia. La crescente repressione attuata dai tedeschi soprattutto contro gli ebrei, spinse lo zar e la zarina ad aiutare e proteggere gli ebrei bulgari al fine di salvarli dalla persecuzione nazista facendoli fuggire in Argentina. Nel 1943, probabilmente per mano nazista, morì dopo giorni di agonia, il re Boris III. [modifica] L'esilioDopo la morte dello zar Boris III, venne proclamato Re il piccolo Simeone II, sotto un Consiglio di reggenza costituito dallo zio Principe Kyril, dal generale Michov, e dal primo ministro Bogdan Filov. Il 5 settembre 1944 l'URSS dichiara guerra alla Bulgaria; il governo, paralizzato, si dichiara neutrale e non oppone resistenza all'avanzata dell'Armata Rossa. Si aggregano partigiani e militari, passati con gli antifascisti, confluendo a Sofia ed arrestando i reggenti, i membri del governo e i dirigenti fascisti. Venne proclamato un governo del Fronte Patriottico (dominato dai comunisti) e nominato primo ministro Kimon Georgiev. I comunisti procedono ad assassinii di massa. Tutta la classe dirigente fu annientata. Giovanna, in segno di silenziosa protesta e di dissenso, dando prova di indubbio coraggio, si recava senza scorta a pregare sulle fosse contenti i corpi degli assassinati. La tomba di re Boris presso il Monastero di Rila fu violata e il corpo portato in un luogo segreto e mai più trovato, tranne il cuore, ora sepolto nella chiesa del Monastero. Nel 1946 fu indetto un referendum e viene di fatto abolita la monarchia: Giovanna coi due figli fu costretta all'esilio. Raggiunse dapprima l'Egitto presso i genitori, poi nel 1950, il generale Francisco Franco offrì loro asilo politico in Spagna (la richiesta di Giovanna al governo italiano di asilo, non ebbe risposta) e infine, sposatisi i figli, raggiunse il Portogallo presso il fratello Umberto II di Savoia. Tornò per la prima volta in Bulgaria nel 1993, al cinquantenario della morte di suo marito Boris. Morì a Estoril il 26 febbraio del 2000, ma volle essere sepolta in Italia nel Cimitero di Assisi, Cappella dei Frati. Era infatti devotissima a San Francesco e Terziaria francescana. Giovanna, durante il regno, fu popolare presso i Bulgari. Lo storico francese Ristelhneber definì la sua vita: "Tutto un esempio di semplicità e di dignità". [modifica] Bibliografia
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