Architettura telematica

L'Architettura Telematica è il progetto esecutivo che descrive l'intera struttura delle informazioni e dei componenti ed apparati informatici e di comunicazione che le gestiscono.

Definire l’Architettura telematica di una realtà significa realizzare un documento progettuale che raggruppi e renda uniformi le descrizioni delle architetture hardware e software con le analisi e le soluzioni operative e con le regole e le strategie di gestione delle informazioni e delle comunicazioni. Tale progetto è finalizzato ad ottenere i risultati stabiliti attraverso il coordinamento strategico di procedure e documenti altrimenti indipendenti.

Indice

[modifica] La storia

Lo studio dei sistemi telematici è iniziato come il sotto-ramo dell'informatica che si prefiggeva lo scopo di comprendere e razionalizzare l'amministrazione ICT nelle aziende per portare a compimento l'informatizzazione del sistema informativo aziendale. Con la convergenza di informatica e telefonia nel più ampio sistema telematico, la materia si è evoluta trasformandosi in un campo di studio superiore all'interno delle maggiori facoltà di amministrazione e gestione d'impresa del mondo.

Avviato dall'analisi delle formulazioni del piano regolatore per il CED (detto IT Masterplan), lo studio delle metodologie di rappresentazione è entrato di diritto nei corsi di studio indirizzati alla formazione del personale dirigente, rendendo fondamentale l'individuazione del CIO per assistere il consiglio direttivo su questi argomenti.

Lo scopo che si vuole raggiungere con gli studi più recenti è il perfezionamento delle tecniche di progettazione per migliorare il controllo, la pianificazione e la gestione delle attività e l'aumento di velocità nell'elaborazione dei dati, delle informazioni e delle comunicazioni.

[modifica] Il ciclo di vita

La realizzazione dell'Architettura telematica si sta diffondendo rapidamente in Italia e sta seguendo queste fasi:

  • Individuazione dell'esigenza: l'azienda sente la necessità di comprendere appieno la propria struttura tecnica per perseguire gli obiettivi istituzionali;
  • Studio di fattibilità: il consulente si occupa di definire, in accordo con l'azienda, le alternative possibili ed effettua una prima analisi volta ad impostare una proposta di cammino critico per la realizzazione delle varie componenti dell'architettura.
  • Analisi dei requisiti: consiste nel verificare se le premesse emerse durante lo studio di fattibilità sono suffragate dai dati. Questa fase richiede un'interazione con gli utenti
  • Analisi di contesto: ha lo scopo di comprendere la situazione attuale e raccogliere la documentazione esistente.
  • Progettazione: in questa fase si esegue l'analisi funzionale ed il progetto architetturale e si definiscono i processi aziendali sottesi alla vita quotidiana in azienda.
  • Sviluppo della documentazione: consiste nella realizzazione dei documenti di gestione secondo la struttura e le caratteristiche definite nella fase di progettazione; ci si occupa inoltre di sviluppare le strategie di governo dell'ICT prevedendo, per quanto possibile, tutte le condizioni operative.
  • Validazione: è il momento in cui si redige la lista delle componenti da acquisire per portare a regime l'architettura. Durante questo passo si verifica la situazione amministrativa.
  • Formazione: si erogano i corsi di formazione e si attivano le varie componenti mentre si istruisce il personale sulle modalità di utilizzo.
  • Produzione: in questa fase l'architettura telematica diventa operativa. Se non si verificano malfunzionamenti o revisioni delle funzionalità, questa attività richiede solo operazioni di gestione e manutenzione.
  • Manutenzione: con la manutenzione correttiva si consolida il sistema, mentre con la manutenzione evolutiva lo si completa ed arricchisce di funzionalità inizialmente non individuate.

Il suddetto ciclo di vita ha origine dalla formalizzazione dei sistemi informativi, differenziandosi secondo le necessità relative alle architetture di comunicazione ed alle esigenze di studio dei processi aziendali; è bene ricordare che tale cammino va adattato alle situazioni esistenti e può capitare che durante l'esecuzione di una attività si debbano rivedere decisioni o documenti precedenti.

[modifica] Le componenti

L'architettura telematica è composta dall'insieme dei sistemi informativi, tecnologici e comunicativi dell'azienda e riporta le indicazioni inerenti la gestione, la manutenzione, la sicurezza, il Problem solving, il Disaster recovery e le informazioni amministrative necessarie ad una corretta gestione.

[modifica] Analisi dei requisiti

  • Elenco degli scopi da raggiungere
  • Verifica del quadro generale emerso durante le riunioni introduttive

[modifica] Analisi di contesto

  • Fotografia della situazione in essere

[modifica] Analisi funzionale

  • Descrizione dei flussi di lavoro interni all'IT
  • Rappresentazione del sistema di condivisione delle informazioni interne all'IT
  • Formalizzazione della scala gerarchica e dei compiti individuali
  • Analisi di processo
    • Rappresentazione dei processi di gestione ordinaria e straordinaria da parte del personale IT
    • Rappresentazione dei processi di funzionamento dell'architettura informatica

[modifica] Progetto architetturale

  • Rappresentazione delle tecnologie impiegate e loro interoperabilità
  • Soluzione tecnologica
    • Descrizione dei componenti necessari al raggiungimento degli obiettivi indicati
    • Storico delle configurazioni degli apparati
  • Software applicativo
  • Formati della gestione documentale

[modifica] Documentazione di gestione

  • Politica di assegnazione e rimozione del nome utente
  • Linee guida per l'utilizzo delle password e dei token
  • Schema delle metodologie di Backup
    • Piano di protezione dal sabotaggio interno ed esterno
  • Piano di Disaster recovery
  • Regolamento di sicurezza
  • Regolamenti per l'aggiornamento hardware e software
    • Procedura di dismissione e smantellamento del materiale obsoleto
  • Formalizzazione delle liste di controllo per le operazioni ordinarie e straordinarie
    • Piano di formazione del personale
  • Regole per la gestione documentale

[modifica] Governo dell'ICT

[modifica] Analisi fabbisogno di adeguamento

  • Descrizione degli eventuali componenti da aggiungere all'architettura di contesto per raggiungere la soluzione tecnologica
  • Eventuale Preventivo di spesa per l'adeguamento dell'architettura

[modifica] Situazione Amministrativa

  • Contratti di fornitura e di manutenzione.
  • Quadratura delle licenze software

[modifica] Le metodologie di progettazione, sviluppo e descrizione

Nel tempo si sono sviluppati diversi metodi per rappresentare tutto ciò che ruota intorno al CED e, più in generale ed in tempi recenti, al reparto ICT.

[modifica] Rappresentazione a blocchi correlati

La prima metodologia di rappresentazione delle architetture telematiche risale agli anni 70, nata dalla necessità di fare distinzione tra informatica concentrata e informatica distribuita. Inizialmente gli utenti remoti si collegavano ad un unico calcolatore centralizzato in cui risiedeva tutta la potenza elaborativa; con l'avvento del Personal Computer, ci si interrogò sulla possibilità di realizzare reti complesse di più calcolatori collegati tra loro in uno schema a maglia così che le informazioni potessero viaggiare dalla sorgente alla destinazione seguendo percorsi distinti. Sebbene i primi progetti furono sviluppati a scopo militare negli USA, oggi ne abbiamo applicazioni civili in molteplici ambienti, il più noto dei quali è rappresentato da Internet.

È una metodologia che ha come scopo unico la descrizione dei collegamenti fisici e logici degli apparati che identificano i nodi e fa distinzione tra i diversi tipi di collegamento: linee telegrafiche, telefoniche, commutate o dedicate, ponti radio, satelliti per le telecomunicazioni, ecc...

È una tecnica che venne abbandonata quando ci si rese conto che l'architettura telematica doveva astrarsi ad un livello superiore rispetto alle connessioni fisiche per poter descrivere correttamente la crescente complessità dei sistemi. Rimane tuttora valida come tecnica di rappresentazione degli impianti fisici (livello 1, 2 e 3 della pila ISO/OSI).

[modifica] Rappresentazione a lista

La storica metodologia di descrizione della situazione tecnica è strutturata come una lista di apparecchiature ed una lista di correlazioni; le due liste sono tra loro legate a doppio filo attraverso le specifiche di progetto oppure secondo le regole di utilizzo.

È una metodologia che ha come scopo principale l'inventario del materiale presente ed il controllo approfondito delle risorse impiegate, sia tecniche che economiche; produce una documentazione molto dettagliata ed orientata all'ottimizzazione della spesa e del TCO.

È una tecnica nata prima della convergenza voce-dati e non permette di gestire contemporaneamente i due servizi; l'infrastruttura informatica deve perciò essere descritta in maniera separata dall'infrastruttura telefonica e l'unione delle due descrizioni fornisce un quadro telematico completo.

[modifica] Rappresentazione ad oggetti

La più nota metodologia di rappresentazione dell'Architettura Telematica si basa sul concetto di oggetto e prende quindi il nome di Architettura Telematica ad Oggetti (ATO).

È una metodologia di rappresentazione di realtà ICT e architetture telematiche che si basa sui dati esistenti e sulla situazione attuale e la ottimizza gradualmente: costruisce la documentazione in maniera che ogni classe di oggetti sia autoreferenziale e contenga sia le informazioni che le procedure che operano su tali informazioni, siano esse strutturate o meno.

L'obiettivo principale e' di migliorare i flussi delle informazioni ed ogni relazione tra le diverse classi ed oggetti secondo step predefiniti e concordati tra le unità funzionali. Permette inoltre la valutazione ed il confronto di più scenari evolutivi per ciascuna risorsa aziendale e produce una documentazione rispondente alle diverse necessità di ogni soggetto interessato, sia tecnico che amministrativo.

È una tecnica relativamente nuova, e fornita di scarsa documentazione, che obbliga ad impararla sul campo da chi già la usa ma permette di fare modifiche anche radicali senza perdere il contatto con la realtà aziendale e produce una documentazione rispondente alle diverse necessità di ogni oggetto e di ogni classe.

[modifica] Il tuning

Eseguire il tuning significa ottimizzare l'architettura precedentemente formalizzata secondo i parametri di utilizzo quotidiano.

I passi principali da compiere dopo aver messo in produzione l'architettura sono:

  1. Verifica di rispondenza ai bisogni quotidiani di primo impatto
  2. Soluzione dei problemi di primo impatto
  3. Adeguamento della documentazione
  4. Verifica di rispondenza ai bisogni a breve termine
  5. Soluzione dei problemi di impatto a breve termine
  6. Adeguamento della documentazione
  7. Verifica di rispondenza ai bisogni nel medio periodo
  8. Soluzione dei problemi di impatto nel medio periodo
  9. Adeguamento della documentazione
  10. Verifica di rispondenza ai bisogni di ampio respiro
  11. Soluzione dei problemi di impatto di ampio respiro
  12. Adeguamento della documentazione

[modifica] I riferimenti di legge

[modifica] Le voci correlate


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