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Almone (Eneide)
Almone (lat. Almo) è un personaggio dell'Eneide di Virgilio, menzionato nel settimo libro del poema.
[modifica] Il mito[modifica] Origini dell'eroe e sua morteVirgilio fa di Almone il maggiore dei numerosi figli di Tirro, il pastore e stalliere del re Latino. Il giovane muore nella rissa scoppiata tra italici e troiani in seguito all'uccisione del cervo domestico di sua sorella Silvia: una freccia gli si conficca in gola, chiudendogli la voce e il respiro. A provocare questi tragici incidenti è la furia Aletto, che agisce per contro di Giunone, dea ostile ai Troiani. [modifica] ConseguenzeIl cadavere di Almone viene portato nel palazzo di re Latino. Parenti e amici della vittima fanno pressione su Latino perché dichiari guerra ai troiani, ma il re si ritira nelle sue stanze, volendo evitare la guerra. Interviene allora Giunone che scardina le porte del tempio di Giano: così si soleva fare presso i Latini quando si trattava di dichiarare guerra a qualcuno. Nel libro nono, a guerra ormai iniziata, Virgilio pone i fratelli di Almone alla retroguardia dell'esercito italico guidato da Turno. [modifica] Interpretazione e realtà storicaIl fiume laziale Almone serba evidentemente il ricordo dello sfortunato giovane. [modifica] Bibliografia[modifica] Fonti
[modifica] Voci correlate |