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AcquacolturaL'acquacoltura è l'allevamento di pesci e molluschi in vivai. Il termine si contrappone alla pesca, dato che nell'acquacoltura l'uomo, invece di limitarsi a prendere i pesci dal mare, interviene attivamente aumentandone la dimensione o il numero tramite la riproduzione. [modifica] StoriaL'acquacoltura venne praticata fin da tempi molto antichi e ne è stata accertata la presenza[1] nell'economia di differenti civiltà antiche; in un bassorilievo ritrovato nella tomba egizia di Aktihetep, risalente al 2500 a.C., è ritratto un uomo intento a raccogliere tilapie da uno stagno. Nello stesso periodo fu praticata in Cina e Fan Li, nel 500 a.C., scrisse il primo trattato conosciuto riguardo questa tipologia d'allevamento. In seguito Fenici, Etruschi e Romani si interessarono all'allevamento dei pesci; i Romani in particolare allevavano le murene[2] e le anguille[3] in apposite vasche sulla costa laziale e sulle isole dell'arcipelago Toscano (come l'Isola del Giglio o Ponza). In Europa divenne un fenomeno importante a partire dal medioevo, per poi essere approfondito da Stephen Ludwig Jacobi nel 1842 che effettuò la prima fecondazione artificiale su delle trote di fiume[4]. [modifica] OggiSi tratta oggi di un settore economico molto importante della produzione alimentare: nel 2003 su circa 132,2 milioni di tonnellate di pesce pescato l'acquacoltura ha contribuito per circa il 31% (41,9 milioni di tonnellate). Inoltre la crescita della acquacoltura nel mondo è molto rapida, per molte specie oltre il 10% annuo, mentre al contrario il contributo della pesca tradizionale è rimasto costante, se non in diminuzione nell'ultimo decennio. Tra le specie di pesci maggiormente allevati, troviamo: il salmone, la carpa, il pesce latte, l'orata, il branzino, la trota. Alcuni scienziati e organizzazioni no-profit hanno contestato la pratica dell'acquacoltura, sia per i notevoli danni ambientali che questa comporta sia per il rispetto dei diritti degli animali. Proprio per motivi ambientali e di sostenibilità, è evidente che l'acquacoltura può dare un contributo importante alla alimentazione della popolazione mondiale, anche in una logica di diversificazione della dieta, pensiamo ai paesi più poveri, ma anche ai paesi occidentali, per una futura inevitabile riduzione della pesca tradizionale sia per motivi ambientali sia per la riduzione delle risorse ittiche. Un altro aspetto interessante del prodotto proveniente da acquacultura è la rintracciabilità del prodotto e la sua sicurezza alimentare. [modifica] Note
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